Il Grande Imbroglio. La Grande Opportunità

Il grande imbroglio. La Grande Opportunità

Guerra Elezioni Democrazia Cittadini

Ho un sogno.

Non è un sogno impossibile. Anzi non dovrebbe neanche essere un sogno. Dovrebbe essere la realtà, anche un po’ banale di tutti i giorni.

Vorrei che il Parlamento ed il governo del mio paese, dell’Italia e anche, ovviamente, dell’Europa, corrispondesse esattamente a quello che desidera la maggioranza dei cittadini e che, quindi, faccia quello che desidera la maggioranza dei cittadini. Semplice vero? Dopotutto è questo il senso, la base di quello che chiamiamo Democrazia che poi è il Governo della Maggioranza.

inserzione Pubblica il tuo libro

Il tuo libro nel cassetto o il tuo libro in libreria?^

Hai un libro nel cassetto…
Beh forse non é un libro vero e proprio…
Non ancora.
– Le tue poesie
– Una storia che vorresti raccontare
– Il resoconto di un viaggio.
– La storia della tua vita da lasciare a figli e nipoti
– Una ricerca.
– Le tue fotografie…
– La storia di un grande amore…
Vorresti proprio che tutto questo, che conservi gelosamente e che ogni tanto rileggi, diventasse un libro vero e proprio.
Magari un libro di successo.
Perché no?
In poche parole vorresti pubblicarlo ma non sai da dove cominciare.
Hai bisogno di un bravo redattore che metta tutto in ordine, che risolva le questioni redazionali, i titoli, che digitalizzi e corregga tutto in ottimo italiano, che ottimizzi le immagini, la forma, l’impaginazione, che disegni una bella copertina.
Che, magari, ti assista anche nella fase di pubblicazione, della stampa, della presentazione, della promozioni sulla stampa e sul web.
Chissà quanto costa.
E poi, dove trovarlo?
In realtà lo hai già trovato.
Contattaci senza nessun impegno.
Troverai tutte le risposte.
Troverai soprattutto la sorpresa di scoprire che é tutto molto più facile di quanto pensavi.

Elezioni Europee 2024

Ho un sogno.

Non è un sogno impossibile. Anzi non dovrebbe neanche essere un sogno. Dovrebbe essere la realtà, anche un po’ banale di tutti i giorni.

Vorrei che il Parlamento ed il governo del mio paese, dell’Italia e anche, ovviamente, dell’Europa, corrispondesse esattamente a quello che desidera la maggioranza dei cittadini e che, quindi, faccia quello che desidera la maggioranza dei cittadini. Semplice vero? Dopotutto è questo il senso, la base di quello che chiamiamo Democrazia che poi è il Governo della Maggioranza.

Ma non è così.

E questo fattoci appare molto chiaro nella questione più importante di tutte. Laddove si tratta della vita e della morte, dell’esistenza stessa dei cittadini. Quando si tratta di guerra e di pace.

Sondaggi, osservazione della realtà, notizie e buonsenso ci raccontano dei cittadini italiani, ma anche europei, americani etc, schierati decisamente, nella stragrande maggioranza, per la pace. Per la fine immediata delle guerre che sconvolgono e minacciano la vita dei cittadini e l’esistenza stessa del pianeta. Ci raccontano di manifestazioni di massa in tutto il pianeta che chiedono a gran voce, esigono anche, negoziati e trattative al posto dei bombardamenti e delle fucilate.

A questa realtà della maggioranza dei cittadini si contrappongono invece parlamenti e governi (italiano europeo, Usa, ma anche israeliano, francese, tedesco etc) che invece votano guerre e nuove enormi, spropositate spese militari che mandano in tilt le economie delle diverse comunità nazionali e impoveriscono i cittadini o perlomeno la gran parte dei cittadini anche, soprattutto di quei paesi che affermano, anzi si vantano, di essere paesi democratici.

Una contraddizione sulle basi della vita sociale, che stride fortissimo e che non possiamo e non dobbiamo far finta di non vedere.

Cosa sta avvenendo esattamente? Dove è andata a finire la democrazia?

Se il volere della maggioranza non è rispettato su questioni fondamentali come la guerra, allora la democrazia, ossia il governo della maggioranza, è solo una finzione? Una farsa che proprio nei momenti cruciali, quando si tratta di decidere i destini delle comunità umane, proprio quelle considerate più civili, mostra tutta la sua inconsistenza e la sua impotenza?

Beh. Non è proprio così.

Anche se a molti, proprio a quelli più interessati al ritorno della legge della jungla, farebbe piacere che lo fosse.

La democrazia non è una chiacchiera.

E’ invece una faticosa, lenta, difficile e lunga conquista delle più civili comunità umane.

Conquista, non regalo.

Conquista costata sacrifici immensi, sangue, sudore e lacrime di intere generazioni. Soprattutto delle generazioni delle classi più deboli, di quei cittadini che dalla legge della jungla hanno tutto da perdere.

Conquista dei nostri padri e delle nostre madri, dei nostri avi, che non può e non deve essere buttata via come spazzatura.

Conquista di cui anche chi governa ha bisogno. Non per nulla parlamenti e governi, soprattutto quelli occidentali, benché asserviti ai poteri militari ed economici del pianeta, si guardano bene dal cancellarla anche formalmente dopo averla depotenziata nella sostanza, anzi continuano a ripetere di agire nel nome della Santa Democrazia, nel nome e per conto della maggioranza dei cittadini. Maggioranza che li ha votati e di cui hanno il consenso.

Ma dicendo questo, dicono una grande menzogna.

Ed é questo il grande imbroglio.

Perché non li ha votati una maggioranza ma una minoranza anche abbastanza esigua. In genere i governi occidentali che si dicono democratici si formano riunendo con accordi e compromessi, spesso innominati e innominabili, clan, partiti e gruppi politici che hanno raccolto, con tutti i mezzi possibili legali ed anche, spesso, illegali, la maggioranza dei voti validi che sono stati espressi.

Ma i voti espressi non sono quelli della maggioranza dei cittadini, corrispondono in media a meno, a volte molto meno, della metà di essi. Quelli che sono andati a votare appunto, in media il 50%.

Ma non tutti. Infatti al 50% dei cittadini che non sono andati a votare bisogna aggiungere quelli, molto numerosi e mai contabilizzati che hanno annullato la scheda e quelli che hanno votato scheda bianca. Ma non solo. Ci sono anche da aggiungere i milioni di voti espressi a favore di liste e candidati che non hanno raggiunto il quorum e che quindi sono voti dispersi.

In pratica, quando va bene, i parlamenti rappresentano (maggiorana + opposizione) non più del 40% dei consensi effettivi dei cittadini.

E quindi i governi, che generalmente si formano con la fiducia del 50% dei parlamentari eletti, governano  con il consenso di meno del 20% dei cittadini.

Una contabilizzazione fatta correttamente in questo modo porterebbe, per esempio, a non più del 18% il consenso reale ricevuto dal totale dei partiti che compongono l’attuale governo italiano e a non più del 10% il tanto decantato suffragio “fantasmagorico” di Giorgia Meloni.

Il grande imbroglio è questo ma non è solo questo.

A questo bisogna aggiungere la distruzione sistematica dei partiti di massa e della partecipazione politica. Bisogna aggiungere anche il grande potere acquisito dai mass media che hanno trasformato le battaglie politiche tra idee, programmi e persone che rappresentano queste idee e questi programmi in risse/spettacoli, partite di calcio con i cittadini elettori trasformati in spettatori e tifosi.

Bisogna aggiungere, infine, lo sputtanamento organizzato scientifico e sistematico non solo della politica e dei politici ma di tutto quello che è patrimonio materiale e immateriale publico e collettivo.

Una classe politica sputtanata e degradata che si occupa di una materia “sporca” per definizione è molto più malleabile e ricattabile.

Non è stato facile raggiungere tutto questo. Ci sono voluti anni e processi (giudiziari, sociali, culturali e corruttivi).

Ci sono volute leggi soprattutto elettorali che erodessero il diritto di scelta, ma non solo.

Le leggi elettorali hanno svuotato di significato e di potere il voto dei cittadini ed hanno allontanato i cittadini elettori dai loro rappresentanti.

I mass media hanno rimbaminito i cittadini elettori rendedoli spettatori e tifosi…fans

Il Grande Imbroglio ha avuto ed ha come risultato che parlamenti e governi non esprimono più il volere della maggioranza dei cittadini ma il volere delle élites o meglio dei gruppi di potere militari, industriali, finanziari, mafiosi internazionali e nazionali che, in vario modo, li influenzano, li convincono, li controllano, li corrompono, li comprano.

Sono questi poteri che si sono sostituiti ai cittadini elettori. Sono questi poteri che danno agli “eletti” mandato di fare, disfare, non fare

Il Grande Imbroglio ha avuto ed ha come risultato che questi stessi gruppi di potere gruppi di potere militari, industriali, finanziari, mafiosi internazionali e nazionali danno mandato e potere, quindi governano, nel nome della maggioranza dei cittadini e del popolo. Senza neanche assumersene la responsabilità politica e morale che rimane formalmente ai  cittadini elettori, doppiamente cornuti e mazziati.

Il Grande Imbroglio ha avuto come risultato l’abolizione fattuale della Democrazia e l’instaurazione di una autocrazia che pure, però, per reggersi senza troppi traumi, ha ancora bisogno della rappresentazione democratica. Ha bisogno di parlamenti e governi, di politici eletti che approvino formalmente le loro leggi repressive, i loro provvedimenti di sfruttamento e latrocinio e, dulcis in fundo, le loro guerre.

Il Grande Imbroglio è quindi una sceneggiata, una serie tv, una grande menzogna che però, per funzionare, deve essere accettata come vera. Ed è questa la sua debolezza, il suo tallone di Achille.

Perché i cittadini possono ribaltare la situazione semplicemente accettando questa finzione come realtà e giocandola a proprio vantaggio. Per esempio per le prossime elezioni europee. eleggendo partiti e persone che non sono disposte a votare invii di armi, che non sono disposte a votare maggiori spese militari, che non sono disponibili ad assecondare follie mlitariste.

Un parlamento europeo che promuoveva politiche di pace invece della guerra un sogno? No. Non è un sogno.

Se la stragrande maggioranza dei cittadini non vuole le guerre, perché mai dovrebbe eleggere partiti e parlamentari  che hanno votato e continuano imperterriti a votare invii di armi, che propongono escalations e invio di soldati, che riparlano di servizio militare obbligatorio, che hanno trasformato il governo in un commesso viaggiatore degli oggetti di morte, che straparlano di vittorie e minacciano sconfitte, che no hanno fatto un solo gesto, una sola azione per promuovere e favorire trattative e negoziati?

No. Non è un sogno. E’ una possibilità e, per il Grande Imbroglio è un pericolo reale.

Per questo i partiti, i politici e i media che hanno indossato l’elmetto e tutto il cucuzzaro atlantista italiano non parlano di guerra e presentano queste elezioni europee come ininfluenti, una specie di allenamento per la partita vera che sarebbero le elezioni governative. Il parlamento europeo sarebbe quel posto dove si parla di vino, d concimi, dipanerò solari, di olivicoltura. E le elezioni di giugno sarebbero sol l’anteprima di una partita tra  Elly e Giorgia, e alcune comparse tra cui un generale vanaglorioso e un critico condannato per truffa ai danni dello stato. Come la solita storia italiana di malapolitica e inchieste giudiziarie.

Tra l’altro sono tutti, cocuzze e cucuzzaro, in altre faccende affaccendati. Anzi sono di nuovo cascati nella palude oppure non ne sono mai usciti.

Il Cucuzzaro (di destra, di centro e di sinistra) che, per anni, ha deriso e messo alla berlina il “moralismo politico” e le presunte “utopie” di Conte e del M5S tra le quali le elezioni primarie,  la fedina pulita dei candidati ed il no assoluto alla reiterazione delle candidature dopo il doppio mandato, si ritrova, ancora una volta, invischiato, avviluppato, intorcinato, in inchieste della magistratura che rivelano chiaramente, al di là delle eventuali responsabilità penali e personali dei singoli protagonisti, tutto il marcio di un agire politico senza idee e senza ideali, di un governo della cosa pubblica senza progetto e senza prospettive, senza nessuna visione del futuro.

Un agire politico scriteriato, tutto centrato sullo sgomitare di tutti contro tutti per aumentare soldi e potere personali.

Un agire politico motivato dalla guerra/mediazione tra interessi personali e di clan, quasi sempre meschini e spesso illegali e addirittura mafiosi.

Una gestione della cosa pubblica di questo genere può anche, temporaneamente, tenere alti gli indici di borsa e gonfiare di denaro le tasche di pochi, prepotenti e col pelo sullo stomaco, può anche, temporaneamente, piacere ai mercati e ai padroni atlantisti, può  anche diminuire, temporaneamente, lo spread e far aumentare il numero di persone che lavorano (con paghe da miseria, indici di sfruttamento altissimo e moltiplicando gli incidenti mortali).

Ma alla fine porta, alla stragrande maggioranza dei cittadini e alle comunità nazionali e locali, solo degrado e miseria facendole sempre più assomigliare alle fatidiche Repubbliche delle Banane.

Il mondo e, quindi l’Europa e l’Italia, stanno affrontando un periodo difficilissimo con all’orizzonte la minaccia concreta di guerre distruttive, di epidemie terrificanti, di inquinamento e disastri climatici, di trasformazioni tecnologiche e scientifiche epocali.

Un periodo con tantissimi gravi rischi e anche tante importanti opportunità.

Davvero possiamo e vogliamo affidare a questa palude putrida e puzzolente il nostro destino ed il destino dei nostri figli e nipoti?

Davvero all’orizzonte del destino italiano c’è solo la repubblica delle banane?

Davvero, per i nostri leaders politici non c’è altra posizione che quella a 90 gradi nei confronti degli alleati atlantisti?

E questo il tempo di scelte difficili ma chiare.

Le opzioni che abbiamo davanti le conosciamo bene così come conosciamo bene partiti politici e aspiranti leaders.

Li abbiamo sperimentato tutti, tutto il cucuzzaro, dal PD di Elly Shlein, ai “Fratelli di Giorgia passando per  Tajani/Mediaset, per gemelli/coltelli Renzi&Calenda, per i cespugli di destra e sinistra, con tutto il rispetto e l’affetto per la nobile battaglia di Michele Santoro e di altri, per finire, e speriamo sia la volta buona con i  padani del padano Salvini.

Sappiamo benissimo cosa cercano e di che pasta sono fatti.

Abbiamo anche sperimentato Conte ed i cinque stelle in momenti difficilissimi. Quando tutto e tutti pronosticavano disastri ed invece i paventati disastri si sono rivelati anche nuove opportunità.

Possiamo valutare con freddezza e serenità i risultati ottenuti da ognuno di loro.

Al di là della propaganda e delle simpatie e antipatie personali, siamo un grado di pesare, di dare il giusto valore, agli uni e agli altri.

Dobbiamo farlo, dobbiamo pesare tutto attentamente perché  il voto per l’Europa, questo voto per l’Europa è importantissimo, oggi più che mai.

Il cucuzzaro, di destra, di centro e di sinistra racconta fesserie e falsità su queste elezioni così come ha raccontato falsità e fesserie sulla guerra, sulle stragi di Gaza, sul Covid e su tutto il resto.

Il voto per l’Europa, questo voto per l’Europa non è, una partita per i primato tra Elly e Giorgia,  non è una storia di generali megalomani e di sottosegretari truffatori, non è neanche  una guerra tra gli allevatori padani e i futuri produttori di farina di grillo e carne sintetica… Certo ci stanno anche queste cose e tante altre ma sono secondarie.

Il voto per l’Europa questo voto per l’Europa è, essenzialmente, un voto per la guerra o per la pace.

Per decidere se i nostri figli e nipoti dovranno andare all’università e al lavoro col computer sottobraccio oppure a fare la guerra con il mitra sottobraccio.

Per scongiurare la possibilità che le nostre città, i nostri paesi, le nostre case diventino rovine come le città ucraine, come Gaza.

Il voto per l’Europa, questo voto per l’Europa è un voto per decidere se ci potrà  essere veramente un’Europa autonoma e libera oppure se l’Europa continuerà ad essere un’espressione geografica, o al più finanziaria, agli ordini degli “alleati” atlantisti.

Il voto per l’Europa, questo voto per l’Europa deciderà se, nei prossimi anni, vagonate di miliardi saranno spesi per armamenti, per bombe e carri armati oppure per il progresso e lo sviluppo per il benessere delle persone, per scuole, fabbriche, parchi, strade ospedali.

Il voto per l’Europa, questo voto per l’Europa deciderà, probabilmente, se stiamo ritornando, ahinoi ancora una volta, verso un liberismo estremo delle banche e della finanza chiuso e protettivo come ripropone il cucuzzaro, oppure verso un keinesismo sociale e progressista come vorrebbero Conte e una parte della sinistra, oppure se, come urlano Giorgia ed il padano, verso il governo europeo delle destre tipo la Polonia, l’Ungheria.

Questo voto potrebbe anche aiutarci a decidere se ci sarà, in un futuro prossimo un’Europa dei cittadini e dei diritti con retribuzioni e welfare uguali per gli svedesi e gli italiani e non un’Europa dei mercati e della finanza basata proprio sulle diseguaglianze (tra nazioni ricche e nazioni povere, tra regioni ricche e regioni povere, tra cittadini ricchi e cittadini poveri e ancora tra sud e nord).

Sono queste le vere grandi scelte che ci aspettano nella cabina elettorale.

Sono nelle nostre mani e sulla punta della nostra matita.

Altro che la scelta che ci propongono TV e social, tra armocromiste, madricristiane e supposti farabutti, tra Bidenisti e Putiniani, tra farina di grilli e cardiopatiche bistecche.

Io ho già effettuato le mie scelte.

Non sono un fan della cabina elettorale.

A volte non ho votato ed ho parlato spesso di astensione dal voto.

Prima scelta.

Ho scelto di andare a votare e di fare tutto il possibile perché il più grande numero di persone vada a votare.

Posso anche perdere. Posso anche sbagliare.

Una cosa sola non posso fare… disertare questa battaglia.

Seconda scelta.

Ho scelto di non votare, assolutamente e per nessuno motivo, per partiti e candidati che non abbiano avuto un impegno preciso a favore della pace e dei negoziati.

Terza scelta.

Ho scelto di non rischiare che il mio voto, così  importante in questi frangenti, vada disperso perché dato a movimenti e partiti che rischiano di non prendere il quorum.

Quarta scelta

Ho scelto di votare per il Movimento Cinque stelle e per Giuseppe Conte.

Giuseppe Conte non è candidato per le elezioni europee.

Il codice etico del M5S non prevede che uno possa candidarsi per cariche che non può assumere.

Sarebbe una truffa nei confronti degli elettori.

Ma io lo sento e so che, come dirigente politico, lavorerà in Europa come e forse più di quanto farebbe se fosse candidato. Come, del resto ha fatto finora.

Il mio voto quindi  vuole essere, anche un riconoscimento per come lui, come politico e come capo del governo ha lavorato in Europa.

Un riconoscimento per la sua battaglia per un’Europa senza barriere, dialogante con tutti.

Per un’Europa protagonista e autonoma capace di promuovere la pace.

Per un’Europa che distribuisce risorse per i cittadini come il Reccovery Fund.

Un riconoscimento per non avere fatto in patria la voce grossa per poi andare a Bruxelles ad implorare col cappello in mano e a 90 gradi.

Un riconoscimento quindi per il suo lavoro in Europa ma anche e soprattutto per il suo lavoro in patria.

Per come ha gestito la crisi pandemica. Vicino ai cittadini, con empatia e rispetto senza lasciare indietro nessuno.

Per non aver mollato quando aveva contro tutti e tutti. (in pratica in tutta la sua vita politica).

Per aver ideato e creato il Pnrr che altri hanno gestito con avidità e furbizia.

Per aver ideato e costruito la ripresa economica italiana dopo il COVID con il Bonus 110% su cui altri, dopo averne usufruito personalmente, stanno buttando veleno.

Per essersi battuto per provvedimenti che restituiscono ai lavoratori diritti conquistati con sangue sudore e lacrime, diritti negati dal berlusconismo di destra e di sinistra.

Quindi per il Decreto Dignità, per i Reddito di Cittadinanza, per il Salario Minimo Legale, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario,

Per aver firmato e diretto, con onore e dignità, governi che non sono andati a finire sulle cronache per scandali e ruberie.

Infine per avere avuto il coraggio di navigare controvento.

Di proseguire in direzione ostinata e contraria senza tentennare quando tutto il cucuzzaro urlava che sarebbe andato a sbattere.

Non possiamo continuare a lamentarci di avere politici inetti e disonesti e poi non fare nulla per cambiare la situazione.

Rafforzare con il mio voto un politico che ha mostrato con i fatti di essere efficiente, onesto e coraggioso mi sembra il minimo sindacale.

Ho un sogno.

Che parlamenti e governi tornino a rappresentare il volere dei cittadini. che ritorni la Democrazia.

Più che un sogno è un forte desiderio.

Se si realizza il Grande Imbroglio diventa la grande opportunià

 
 
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *