Chico Forti, i cascatori dal pero e Giorgia der Tufello

Chico Forti, i cascatori dal pero e Giorgia der Tufello

Quelli del cucuzzaro di sinistra (sinistra si fa per dire) amano fare i cascatori dal pero.
Ho sempre pensato che cascassero per finta o per furbizia.
Oggi sono convinto del contrario.
Cascano dal pero veramente.
inserzione Pubblica il tuo libro

Il tuo libro nel cassetto o il tuo libro in libreria?^

Hai un libro nel cassetto…
Beh forse non é un libro vero e proprio…
Non ancora.
– Le tue poesie
– Una storia che vorresti raccontare
– Il resoconto di un viaggio.
– La storia della tua vita da lasciare a figli e nipoti
– Una ricerca.
– Le tue fotografie…
– La storia di un grande amore…
Vorresti proprio che tutto questo, che conservi gelosamente e che ogni tanto rileggi, diventasse un libro vero e proprio.
Magari un libro di successo.
Perché no?
In poche parole vorresti pubblicarlo ma non sai da dove cominciare.
Hai bisogno di un bravo redattore che metta tutto in ordine, che risolva le questioni redazionali, i titoli, che digitalizzi e corregga tutto in ottimo italiano, che ottimizzi le immagini, la forma, l’impaginazione, che disegni una bella copertina.
Che, magari, ti assista anche nella fase di pubblicazione, della stampa, della presentazione, della promozioni sulla stampa e sul web.
Chissà quanto costa.
E poi, dove trovarlo?
In realtà lo hai già trovato.
Contattaci senza nessun impegno.
Troverai tutte le risposte.
Troverai soprattutto la sorpresa di scoprire che é tutto molto più facile di quanto pensavi.

Perché non sono furbi. Perché hanno i paraocchi come gli asini.
Paraocchi che non permettono loro di vedere e capire quello che accade in un universo per loro parallelo e sconosciuto. Un universo importante che, in definitiva, è l’universo dal quale provengono e che ha dato loro agiatezza e successo. Sto parlando dell’universo popolare. Che loro chiamano con disprezzo populista.
Beh si. Loro chiamano pure i paraocchi paradigmi.
Ma è la stessa solfa in tutt’ e due i casi.
Prendiamo la storia di Chico Forti.
Da giorni cucuzze e cocuzzaro di PD e dintorni, persino quelli del Fatto, a raccontare e scrivere su talk show e giornali che non capiscono come mai la premier del Tufello, dopo essersi data da fare per ottenere la restituzione di Chico Forti, sia andata a riceverlo all’aeroporto. Sottolineando il fatto che Chico comunque è condannato per omicidio.
Ma è semplice.
La premier del Tufello, (sia detto senza offesa soprattutto per quelli del Tufello) è ancora, almeno in parte, quella Giorgia che dice di essere. Non ha ancora indossato i paraocchi che le impedirebbero di vedere nell’universo parallelo.
E quindi, come due o tre milioni di italiani conosce la storia di Chico Forti, perlomeno per come l’hanno raccontata Le Jene, per anni, nel loro programma.
La storia di un povero ragazzo italiano, probabilmente condannato ingiustamente per un delitto orribile che, forse non ha commesso, e rinchiuso in una orribile cella lontano dalla sua terra. Una storia, vera o falsa che sia, che ha commosso, e indignato contro i cattivi yankee, milioni di italiani che, avendo memoria corta non ricordano nulla di storiche ingiuste condanne italiane tipo Enzo Tortora, non hanno idea delle indecenti condizioni delle carceri italiane, non hanno la minima idea di quanti sono ogni anno quelli che vi si suicidano, perché carcerati ingiustamente, e del numero di quelli, soprattutto stranieri, che vengono massacrati di botte dai secondini.
Giorgia (la chiamo così non per mancanza di rispetto e neanche per amore ma solo perché lo ha chiesto lei), avendo gli occhi ben aperti sul mondo popolare, ed essendosi, dopotutto, spesa per Chico, ha pensato bene di utilizzare la storia in termini di propaganda.
Con l’intento di compensare le simpatie perse per aver fatto e rifatto gli occhi dolci al vecchio Bidone democratico.
La storia di Chico Forti potrebbe persino guadagnarle nuovi consensi proprio in quel mondo parallelo, abitato anche da lavoratori, donne, bianchi, neri e in nero, mezzi alienati dallo smartphone e dal calcio. Quel mondo, oramai sconosciuto al cucuzzaro di sinistra, dove Scurati è, forse, il participio passato del verbo scurare e dove, siccome ognuno fa il sesso che gli pare, Lgtb+ è, forse, il nome di un additivo per bibite.
 

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