Perché non sono furbi. Perché hanno i paraocchi come gli asini.
Paraocchi che non permettono loro di vedere e capire quello che accade in un universo per loro parallelo e sconosciuto. Un universo importante che, in definitiva, è l’universo dal quale provengono e che ha dato loro agiatezza e successo. Sto parlando dell’universo popolare. Che loro chiamano con disprezzo populista.
Beh si. Loro chiamano pure i paraocchi paradigmi.
Ma è la stessa solfa in tutt’ e due i casi.
Prendiamo la storia di Chico Forti.
Da giorni cucuzze e cocuzzaro di PD e dintorni, persino quelli del Fatto, a raccontare e scrivere su talk show e giornali che non capiscono come mai la premier del Tufello, dopo essersi data da fare per ottenere la restituzione di Chico Forti, sia andata a riceverlo all’aeroporto. Sottolineando il fatto che Chico comunque è condannato per omicidio.
Ma è semplice.
La premier del Tufello, (sia detto senza offesa soprattutto per quelli del Tufello) è ancora, almeno in parte, quella Giorgia che dice di essere. Non ha ancora indossato i paraocchi che le impedirebbero di vedere nell’universo parallelo.
E quindi, come due o tre milioni di italiani conosce la storia di Chico Forti, perlomeno per come l’hanno raccontata Le Jene, per anni, nel loro programma.
La storia di un povero ragazzo italiano, probabilmente condannato ingiustamente per un delitto orribile che, forse non ha commesso, e rinchiuso in una orribile cella lontano dalla sua terra. Una storia, vera o falsa che sia, che ha commosso, e indignato contro i cattivi yankee, milioni di italiani che, avendo memoria corta non ricordano nulla di storiche ingiuste condanne italiane tipo Enzo Tortora, non hanno idea delle indecenti condizioni delle carceri italiane, non hanno la minima idea di quanti sono ogni anno quelli che vi si suicidano, perché carcerati ingiustamente, e del numero di quelli, soprattutto stranieri, che vengono massacrati di botte dai secondini.
Giorgia (la chiamo così non per mancanza di rispetto e neanche per amore ma solo perché lo ha chiesto lei), avendo gli occhi ben aperti sul mondo popolare, ed essendosi, dopotutto, spesa per Chico, ha pensato bene di utilizzare la storia in termini di propaganda.
Con l’intento di compensare le simpatie perse per aver fatto e rifatto gli occhi dolci al vecchio Bidone democratico.
La storia di Chico Forti potrebbe persino guadagnarle nuovi consensi proprio in quel mondo parallelo, abitato anche da lavoratori, donne, bianchi, neri e in nero, mezzi alienati dallo smartphone e dal calcio. Quel mondo, oramai sconosciuto al cucuzzaro di sinistra, dove Scurati è, forse, il participio passato del verbo scurare e dove, siccome ognuno fa il sesso che gli pare, Lgtb+ è, forse, il nome di un additivo per bibite.