Oggi a pesci in faccia. Domani culo e camicia

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A pesci in faccia, e con minacce di querele, è finita la seduta del consiglio comunale dedicata all'approvazione del Piano Spiaggia. L'oggetto dell'alterco non è il Piano Spiaggia, di cui, per adesso, non frega niente a nessuno, ma i metri cubi di mattoni e cemento, del Piano Casa, approvato, nella precedente seduta, da una parte della maggioranza insieme ad una parte della minoranza.
Metri cubi di mattoni e cemento, promessi, negati, sperati, spartiti, volatilizzati..

Le accuse che volano da una parte e dall'altra sono tutte da querela e da codice penale: votazione truffaldina, illegalità, interesse privato, speculazione, clientelismo...
E' impossibile trovare una posizione propositiva, l'espressione di un qualsivoglia interesse collettivo sull'argomento, sia nel gruppo di maggioranza diviso e frammentato, sia nella minoranza, altrettanto separata, divisa e frantumata.
Accuse e pretese degli uni e degli altri non accennano minimamente agli interessi della città, ma solo ad interessi personali più o meno legittimi.
A pesci in faccia. E' una metafora efficace per descrivere le risse di questi anni di amministrazione di centro destra.
Senza progetto, senza programma, senza vera capacità realizzatrice.
Risse per questioni edilizie ed incapacità di dotare la città di un PRG.
Risse per la spartizione dei voti ed incapacità di dare alla città una vera rappresentanza negli enti sovraordinati.
Risse furibonde, perfino per i contributi ai quartieri e alle associazioni, bruciando e sprecando malamente un capitale di energie di volontariato e di partecipazione dei cittadini.
A pesci in faccia, in questi anni, è stata anche l'insegna del centrosinistra.
Risse ed alterchi fin dai primissimi giorni dopo la batosta della sconfitta elettorale, in ogni seduta del consiglio comunale.
Frantumazione fino a proporre vari gruppi consiliari, essendo solo quattro gatti.
Senza un obiettivo politico.
Senza la minima capacità di bloccare un degrado della città arrivato fino alle sparatoria per strada ed in spiaggia.
Senza il minimo tentativo di coinvolgere i cittadini, sensibilizzandoli sui problemi della città, su un modello di sviluppo efficace e sostenibile.
Oggi a pesci in faccia e domani culo e camicia.
Proposte e tentativi di alleanze ed accordi per le prossime elezioni, corrono già in questi giorni, nell'uno e nell'altro campo.
Tra le innumerevoli sigle e simboli che oramai non rappresentano niente.
C'è pure, a volte, un balletto di ritrosie esibite, di finte resistenze. ma come sempre, gli accordi si faranno.
Per fare cosa?
In questi giorni dalla società civile, comincia a far capolino qualche proposta, qualche progetto, qualche idea di programma.
Da loro niente.
Quando c'è l'accordo, dicono, il programma si fa in mezz'ora.
L'accordo per cosa?
La domanda è retorica.
Loro conoscono benissimo la risposta.
E anche i soveratesi la conoscono.
E forse gli sta bene

 

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