Vengo anch'io? No. Tu no! ma perché? Perchè no!

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La canzone Vieni via con me di Paolo Conte dà titolo e sostanza alla bella trasmissione di Fazio e Saviano che racconta meglio di cento trattati sociologici, meglio di mille comizi, l’Italia più vera, ben lontana dall’Italia dei reality e del pettegolezzo politico-televisivo. La tentazione di fuggire e il desiderio di restare di questi tempi sono dell’Italia intera, ma lo sono molto di più per i meridionali, i calabresi, i soveratesi o soveratani come qualcuno ama chiamarli.

Per raccontare invece l’andazzo politico soveratese, soprattutto quello del centrosinistra, in vista delle elezioni, va meglio una bella canzone di Iannacci

Vengo anch’io? No. Tu no!

Non c’è ancora dibattito vero sulle cose da fare. Da una parte non si va oltre il dichiarato proposito del “bene comune” dall’altra si lancia distrattamente l’idea di un mega campeggio da ventimila posti.

Peccato che i campeggi da decenni chiudano perché la maniera di fare vacanza è cambiata e non vi sono più vacanzieri-campeggiatori.
Peccato che al “bene comune” si appellino tutti quelli che si candidano anche chi è notoriamente conosciuto come fedele osservante dell’undicesimo comandamento.

Intanto i nostri ragazzi laureati vanno via e le attività economiche in città e nel comprensorio, chiudono o diventano preda delle mafie.

Vengo anch’io? No tu no! Ma perché? perché no!

Da una parte si ritorna al vecchio e trito giochino dei “semplici cittadini” contro partiti e professionisti della politica.
Dall’altra si lanciano richieste di accordi improbabili a destra ed a manca. FLI, UDC, Gianni Calabretta tutto fa brodo purché ci siamo anche noi.
Peccato che i “semplici cittadini” siano nell’amministrazione comunale (come maggioranza e come opposizione) da ben diciotto anni. Quanto ci vuole per diventare professionisti?
Peccato che a fare accordi si debba essere almeno in due e che tutti finora abbiano rifiutato sdegnati l’offerta.

Vengo anch’io? No tu no!

Chi è il più forte?

Tutti i contendenti si ritengono forti. Non perché in questi anni hanno lavorato bene e stimolato la partecipazione dei cittadini, per esempio nella lotta contro le mafie. Purtroppo non è così.

Si ritengono forti perché pensano di avere degli assi da giocare. Da una parte il simbolo del più grande partito del centrosinistra italiano, dall’altra non un deus ex machina, troppa grazia! Basta un santo: San Giovanni de’ Voti.
Ho grande rispetto per il simbolo del PD. Detiene una parte dell’eredità di valori e cultura per cui ho sofferto, gioito e lavorato una vita intera. Nel mio piccolo ho contribuito alla sua nascita e l’ho votato. Peccato che in Calabria (Soverato compresa) il PD non sta portando avanti proprio quell’eredità, quei valori, quella cultura.
Ho anche grande rispetto e affetto per Gianni. Nel mio piccolo e per quanto ho potuto, assieme a tanti altri, l’ho aiutato a diventare e ad essere un buon sindaco. Non è lui in questione. Si tratta invece del destino della città.
Vengo anch’io? No. Tu no!. Ma perché? Perché no!

Intanto Soverato muore
Soverato in questi anni è decaduta. Anche perché si è richiusa su sé stessa. A livello di comprensorio conta meno anche rispetto ai paesi vicini. Ma non è questo il punto. Il punto è che, come comprensorio conta pochissimo, in provincia, rispetto all’asse Lamezia Catanzaro. Conta molto meno a livello di regione Calabria, e, nel sistema “Italia federale”, dove c’è una lotta all’ultimo sangue per accaparrarsi risorse, conta meno di zero.
Come zona mafiosa sta invece risalendo la classifica.

Ma nel centrosinistra, come nel centrodestra, non si bada a queste cose. Si concentra l’attenzione solo su Piazza Maria Ausiliatrice. Nel centrosinistra il ragionamento è semplice: il centrodestra questi anni non ha brillato, sembra pure diviso e a livello nazionale anche Berlusconi sta male. La vittoria è a portata di mano. Meno siamo e meglio stiamo.
Peccato che la stessa illusione, dieci anni fa, dopo otto anni di buona amministrazione, abbia quasi cancellato il centro sinistra dal consiglio comunale. Peccato che cinque anni fa abbia portato (movimenti + partiti) ad una sconfitta con mille voti di scarto. Peccato che appena un anno fa, alle elezioni regionali, si sia rimediata una sconfitta ancora più grossa, soprattutto in città.
Vengo anch’io? No. Tu no!

Basta personalismi
E’ ora di smetterla con i personalismi nel centrosinistra.
Non smettere la dialettica e le battaglie di idee che sono il sale della democrazia e della crescita collettiva.
Finirla col boicottaggio elettorale per motivi personali, con il tutti contro tutti, con lo scontro dei pacchetti di voti veri o presunti. Negli ultimi quindici anni, ogni candidatura del centrosinistra è stata accompagnata da un boicottaggio aperto e di tipo personale. Alla faccia del bene comune. Alla faccia di chi ha sempre lavorato per unire, di chi ha sempre generosamente lottato per far vincere ogni candidato che fosse, in qualche modo, espressione di quelle idee e di quei valori.
Vengo anch’io? No. Tu no!
Ma torniamo alla politica vera e cerchiamo di capire.

Capire per non sbagliare
Ognuna delle posizioni in gioco, chi più chi meno, potrebbe esprimere una parte di valori e contenuti, utili al cambiamento e allo sviluppo della città e del comprensorio.

Ma non si possono mettere insieme.

O meglio nessuno può mettere insieme le ambizioni personali, i pregiudizi, le ripicche, la voglia di posti in giunta.

Queste cose non le tiene insieme neanche il super-attack. E comunque anche se si potessero unire con accordi e spartizioni da manuale Cencelli, non sarebbero in grado né di vincere, né, tantomeno, di realizzare la rinascita di cui la città ha bisogno.

Si possono però unire le idee e i valori di base, i bisogni e i desideri dei cittadini di Soverato e del comprensorio, in un progetto ambizioso, ma concreto e realizzabile.
E’ quello che tentiamo di fare.

La nostra proposta
“Soverato è viva” e vuole unire tutte le energie positive della città, tutte le energie positive del comprensorio. Cittadini, associazioni, forze politiche movimenti, lavoratori, imprenditori, commercianti e cittadini. Soprattutto le generazioni più giovani, quelle che hanno la testa rivolta al futuro e non al passato, alle cose da fare e non alle cose da spartire. Quelli che non vogliono andare via. Quelli che vorrebbero tornare.

La battaglia non è contro il centro-destra, ma contro il degrado la crisi e le mafie, la malapolitica.

  • Per la rinascita della città e del comprensorio uniti insieme in un Consorzio di sviluppo.
  • Per uno sviluppo vero, razionale e compatibile con l’ambiente e la qualità della vita.
  • Per la modernizzazione della città, per i pannelli solari sugli edifici pubblici, per il WI-FI, per un investimento serio sulla fruizione sostenibile del mare e della spiaggia per fare in modo che non siano più predati e sporcati, ma produttori di benessere fisico ed economico.
  • Per l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche.
  • Per una città fruibile dai bambini, dalle mamme, dagli anziani, dai disabili.
  • Per una città ospitale che si faccia amare e rispettare da turisti e visitatori ma anche da chi in essa cerca un rifugio dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla fame.
  • Per una città capace di organizzare, assieme agli altri comuni del comprensorio, consistenti investimenti nella promozione turistica, nella diffusione di strutture ricettive soprattutto quelle alternative tipo il B&B.
  • Per una città bella e accogliente. L’investimento sulla bellezza, sulla cultura e sulla scuola, sulla salute e la solidarietà sono investimenti sull’immagine molto più che le passerelle di soubrettes e potenti.

Speranza e fiducia

Abbiamo fiducia che questo possa unire le energie migliori della città e, forse anche, e sarebbe un miracolo, far accantonare, ripicche, ambizioni, dispetti, pretese in vista di un obiettivo più alto. Per realizzare tutto questo c’è bisogno di tanti cuori e cervelli. Nessuna energia può essere sprecata o sottovalutata.

Abbiamo fiducia, ma possiamo anche perdere. Se non riusciremo a parlare con tutti. Spiegare bene quello che vogliamo fare. Convincere tutti a votare non perché qualcuno glielo chiede, ma perché vogliono scegliere.

Abbiamo nel cuore tutto l’entusiasmo e la volontà che ci vuole. La fiducia che ci viene dalle poche ma importanti battaglie vinte e la concretezza, la prudenza e la pazienza che ci vengono dalle mille sconfitte.
Sappiamo bene che il cammino è lungo e difficile.
Con speranza e umiltà lo iniziamo chiedendo a tutti di fare con noi
Cento passi verso il cambiamento.

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