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Riparte l'ecomostro sul lungomare.

E' uno schiaffo alla città

La prospettiva della riapertura del famigerato cantiere dell'ippica è uno schiaffo alla città e a tutti i cittadini soveratesi che nelle scorse settimane hanno protestato, si sono mobilitati ed infine hanno sperato che prevalessero la ragione ed il buon senso.

E' uno schiaffo alla città perché moltiplica le possibilità che il mostro resti là per decenni a ricordare l'insipienza, l'arroganza, la malapolitica e gli sprechi.

E' uno schiaffo alla città perché nessuna risposta è stata data ai cittadini sulle questioni che gli stessi cittadini hanno posto con forza.

- Perché e come  si è potuto cementificare un'area a poche decine di metri dal mare (legge Galasso) e che inoltre è demanio dello stato, area verde nel PRG vigente, area compresa in parco marino.

 

- Quali eccezionali motivi di urgenza, sicurezza o altro abbiano indotto il Comune, che ha l'obbligo della tutela del territorio, ad edificare questo sconcio che appare chiaramente inutile e comunque molto sovradimensionato, anche rispetto agli "originali" obiettivi dichiarati dalla progettista.

- Quale è stato l'iter burocratico che ha permesso di eludere tutti questi divieti e se vi sono state omissioni, illegalità ed irregolarità in questi percorsi.

La riapertura del famigerato cantiere dell'ippica è uno schiaffo alla città anche perché il dibattito in città, nelle settimane precedenti, ha evidenziato con chiarezza una serie di pesanti opinioni contro quest'assurdità. Ed in particolare:

- Gianni Calabretta ingegnere ed ex sindaco di Soverato ha pubblicato un articolo intitolato "Spuzza!!!" ponendo molte domande e paventando chiaramente eventuali situazioni corruttive (il termine Spuzza è stato usato recentemente dal papa per tuonare contro la corruzione).

- Il comitato per la Scarpina, il comitato Tutelambiente e varie associazioni ambientaliste e culturali della città si sono espressi con forza contro l'ecomostro e sono state raccolte delle firme in tal senso.

- Antonio Riverso. Architetto, attuale vicepresidente dell'UIA e già presidente dell'Ordine degli architetti calabrese ha dichiarato in un'intervista: "Fermare subito i lavori sarebbe il danno minore alla comunità"

- Anche altri ex amministratori della città (Taverniti, Mancini) in diverse occasioni si esprimevano contro quest'opera.

- Neanche l'ex sindaco Ernesto Alecci ha, in fondo, difeso quest'opera. Si è limitato a dire che i cittadini non hanno protestato per tempo. Dimenticando che i cittadini soveratesi lo hanno eletto e pagato perché difendesse lui il territorio.

I cittadini soveratesi sono pazienti e rispettosissimi delle autorità e degli interessi di tutti. Ma non sono stupidi. E capiscono benissimo quando alcune situazioni puzzano o meglio spuzzano.

Non ci cascano neanche quando si dice loro che quest'opera porta dei soldi alla città. Per intanto se ha portato dei soldi non è nelle tasche dei soveratesi.

Per questo è prevedibile che non staranno con le mani in mano ma attiveranno ogni iniziativa possibile, ogni ricorso, ogni denuncia, ogni iniziativa amministrativa e giudiziaria per abbattere questo mostro.

Ma io spero proprio non si fermeranno qui.

Questa schifezza segna in pratica il discrimine tra due modi opposti di fare politica.

Tra chi vede la politica come un accordo tra detentori di pacchetti di voti per fare i propri interessi e chi la vede come un lavoro nobile e faticoso per fare gli interessi della città.

E' ancora possibile che alle prossime elezioni invece di finte battaglie ci sarà una guerra vera tra queste due posizioni.

Sarebbe la soluzione di molti problemi della città.

Una vera rivoluzione.

 

 

Mimmo Loiero

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