Il punto G e la ricerca indispensabile di nuove opportunità

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Quelli della politica, e non solo quelli del Movimento5Stelle stanno perdendo tempo arzigogolando concioni attorno al al punto G, alle primarie cazzate e alle nuove e vecchie leadershee(t).

 

 

Nel frattempo l'Italia va a rotoli.

Con la crisi economica e la disoccupazione crescono le sofferenze delle donne e degli uomini di questo paese, cresce l'insicurezza e la mancanza di prospettive che blocca speranze e volontà di nuovi inizi e ricomincianti anche solo dal basso, anche solo minimi, anche solo da parte delle nuove generazioni.

Le "forze" (?) politiche di centro, di destra e di sinistra non ci provano neanche a ipotizzare soluzioni a prospettare rimedi o anche solo a prevedere scioglimenti.

Banchieri e finanzieri invece, come uccellacci del malaugurio, non perdono occasione per lanciare iettatorie maledizioni di nuovi tagli e nuovi sacrifici al dio denaro che, secondo le loro destre teorie, salverà i loro culi e magari ridurrà alla fame il resto del mondo. I politici del terzo millennio non sanno proporre soluzioni.

Primo perché la crisi non la vedono. I loro soldi scorrono ancora sicuri.

Non devono sbattersi per trovare da pagare l'affitto, fare la spesa, trovare da mangiare nella spazzatura, trovarsi un nuovo lavoro precario e sottopagato, pagare i salari dei collaboratori e i taglieggiamenti delle banche.

A loro hanno insegnato che il mestiere del politico è più o meno come quello delle puttane: conquistare consensi. E quindi hanno imparato a sorridere alle telecamere, a dire fesserie e menzogne, a corrompere a vendere e a vendersi.

Loro sono cresciuti nei convegni-cocktails mica nelle sezioni a discutere problemi veri.

E allora i problemi veri restano là.

E anche le soluzioni possibili.

Quando basterebbe guardare al passato per capire cosa fare.

Ad una cosa che fu chiamata new deal. Un nuovo accordo. Una nuova opportunità

Da una parte i milioni di senza lavoro che sono anche i senza soldi per acquistare i beni prodotti. Dall'altra le immense capacità produttive e le merci che non si vendono perché non ci sono i soldi per pagarle. E poi le grandi imprese da realizzare (rinnovare e rimodernare le reti e le infrastrutture, salvaguardare e valorizzare l'immenso patrimonio artistico, storico, ambientale, sviluppare le nuove energie rinnovabili, organizzare la difesa dagli sconquassi naturali, la ricerca della felicità...

Si perdio! anche la ricerca della felicità)

Bisognerebbe mettere insieme le cose, i disoccupati con queste grandi imprese, per risolvere la crisi. Dare lavoro vero a chi non ce l'ha. Per riprendere una crescita robusta e durevole.

Non solo sostenibile ma indispensabile.

Come fece Roosvelt, come (molto meno) sta facendo Obama.

Possiamo fare tutto questo col nostro capitalismo rachitico?

Forse. O forse ci vuole lo stato che promuova e finanzi nuovi modelli di impresa.

Ma i soldi? Dove sono i soldi? Urlano le mezzemaniche delle borse, i ragionieri a strozzo dello spread.

I soldi sono solo soldi signori miei. E si possono trovare facilmente. Anche senza stamparli visto che oramai abbiamo rinunciato anche a questo.

Scegliete voi!

Una bella imposta progressiva sui grandi patrimoni.

Un prestito forzoso.

O anche la promozione e fondazione di nuove grandi società di azionariato popolare con azioni ed obbligazioni (in parte) garantite promosse dallo stato.

Riprenderebbe la produzione, riprenderebbero i consumi e, (ahinoi!) si riprenderebbero perfino le borse.

Sono queste le cose da fare e da discutere.

Altro che Punto G, primarie e leadership.

Ci abbiamo passato un ventennio a cazzeggiare ed intanto stavamo colando a picco. Adesso è tardi per renzeggiare in tv o aspettare che ancora una volta un uomo della provvidenza ci salvi le chiappe.

Noi, e non intendo solo i politici compresi quelli del Movimento5stelle, dobbiamo imparare di nuovo a fare politica, a risolvere i problemi.

Abbiamo davanti un cammino lungo e delle sfide difficili e forse abbiamo perso anche la memoria delle battaglie e degli strumenti di lotta.

Ma non dobbiamo lasciarci prendere dallo sconforto.

Possiamo darci una mossa ben sapendo che possiamo vincere ma anche rischiare sconfitte e delusioni. Possiamo anche continuare a non far niente.

Aspoettando madame Guillotin.

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