Cervadoro, von Mises, Luzzi, Scoppa, gli anonimi e Pinco Pallino

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Cervadoro, von Mises, Luzzi, Scoppa, gli anonimi e Pinco Pallino

Alcuni commenti apparsi su l'Esuberante, in merito alla piazza dedicata a Mino Reitano, potrebbero far pensare, al lettore distratto, che io abbia qualcosa contro il promotore di questa iniziativa o che il mio intervento, pubblicato da l'Esuberante, sia indirizzato a fargli un torto.

Non è così.

 

Il sig. Tropea mi è simpatico e quando ci incontriamo ci scambiamo il saluto. Per quanto mi riguarda continuerò ancora a salutarlo con calore. Quando ho scritto il mio post su FB non sapevo neanche bene chi fosse il promotore dell'iniziativa. Per me non aveva e non ha nessuna importanza.  Se l'avessi saputo non avrei modificato neanche mezza parola di quanto ho scritto e, se il promotore fosse stato qualunque altro cittadino, avrei fatto lo stesso.

Dagli stessi commenti potrebbe apparire anche che il mio commento possa ostacolare, rallentare, mettere il bastone tra le ruote, o, addirittura, bloccare, in qualche modo, questa o altre iniziative dell'amministrazione comunale.

Niente di più maliziosamente falso.

Confesso che mi piacerebbe che un ragionamento di buon senso fatto pubblicamente (da me o da chiunque altro)  fosse in grado di bloccare  eventuali fesserie degli amministratori della nostra cittadina. Purtroppo finora non è mai accaduto. Se fosse accaduto non avremmo avuto la cementificazione del campo dell'Ippica, contro la quale, assieme a molti altri, ho scritto articoli, organizzato manifestazioni e raccolto firme. E non avremmo quella inutile e insulsa "opera" in costruzione che porta il nome di Water Front. Per citare solo le fesserie più recenti.

A dire il vero non ce l'ho neanche con il buon Mino Reitano. La sua musica non è nella top ten delle mie preferenze musicali, ma ammetto che possa piacere a molti altri.

E, che lo crediate o no, non sono pregiudizialmente contro questa amministrazione soveratese. Se il sindaco avesse mantenuto la sua promessa di attivare la raccolta differenziata porta a porta, a quest'ora sarei qui a tesserne le lodi. Non è colpa mia se continua a fare cilecca.

Tornando a Mino Reitano, le mie contestazione sono semplici e chiare.

La legge prevede che per intitolare strade, piazze o altro a qualcuno, devono passare dieci anni dalla sua morte. Lo fa per evitare piccole e grandi strumentalizzazioni e anche per ostacolare fama e celebrità immeritate.

Mi pare una legge ragionevole.

Penso che una amministrazione comunale debba rispettare la legge.

Ma, obbiettano, sia Cervadoro che Luzzi:  "Peppe Tropea ha il sogno di dedicare una piazza di Soverato a Mino Reitano che è il suo idolo. Cosa c'è di male?"

Niente.

Tutti abbiamo il nostro idolo che può essere Pinco Pallino o Confucio o Paperino o mio nonno. Conosco qualcuno che come idolo ha il suo gatto. C'è una piazza anche per lui? Cosa c'è di male?

Risulta evidente, a chi non è impedito o in malafede, che oltre a rispettare lo spirito della legge, un'amministrazione comunale saggia, deve anche, nell'intitolare qualcosa a qualcuno, avere dei criteri di base.

Il fatto che qualcuno abbia fatto una richiesta non è un criterio. Anche se ha votato per gli attuali amministratori o è amico o parente di Tizio o di Caio.

E neanche la pretesa "calabresità" non può essere un criterio. Se non altro perché, quand'anche fosse un valore sociale, sarebbero veramente in tanti a vantarla.

Avere dato lustro alla città potrebbe essere un criterio valido. Avere compiuto opere importanti e durature che hanno portato vantaggi alla comunità soveratese. Avere fatto studi che hanno migliorato la conoscenza, la comprensione e il senso della vita… E comunque nessun criterio dovrebbe prescindere dal collegamento, almeno ideale, alla città, alla nostra comunità.

Tutte cose che, a mio parere, ci azzeccano poco con Mino Reitano.

E anche con la strada intitolata da Mancini a Ludwig von Mises.

La nota di Sandro Scoppa ci regala un piccolo panegirico dell'economista austriaco che ha dedicato buona parte della sua vita a cercare di smontare le analisi dei marxisti sul capitalismo (a mio parere senza minimamente riuscirci) e che per questo ha conquistato fama presso alcuni circoli della destra internazionale. Ma non risponde alla domanda che era ed è: "che ci azzecca un von Mises con Soverato e i soveratesi?"

L'avvocato Scoppa non perde l'occasione per promuovere la sua scuola di liberalismo e disquisisce anche di crisi, di stato e di libertà politica oltre che di economia. Cose un po' più grosse della nostra piazzetta che sono costretto a rimandare ad un altro intervento più specifico sperando che interessi i lettori e che la direttora dell'Esuberante sia disposta ad ospitarlo.

last but not least. Ho lasciato per ultimi i simpatici anonimi di Soveratoperché2. Ma non li sottovaluto e, secondo me, non dovrebbero sottovalutarli neanche gli attuali amministratori della nostra città. Anonimi o no, ragionano sulle cose e quando queste non vanno lo dicono apertamente. Di questi tempi non è poco.

Non sono mai stato uno che si piange addosso, ma negli ultimi tempi ho notato, nelle nostra città, un montare dell'intolleranza verso chi contesta o critica e chi, in un modo nell'altro, fa opposizione. Se ne lamentava qualche giorno fa, su Facebook, anche Teresa Pittelli.

Non è un segnale buono.

La critica, l'opposizione sono il sale della democrazia e aiutano gli amministratori capaci ed onesti tenendoli continuamente in tensione e indicando dove sbagliano.

Quando si spegne la critica, l'opposizione, la satira, specie da noi al sud, cominciano a brillare le mafie ed il malaffare.

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