Cambiare per rinascere

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Simbolo Sovertao è viva

Documento Costitutivo Movimento E'Viva!

Le mafie, la crisi, i disastri ambientali, la corruzione, il degrado, il ritorno della povertà diffondono paure, egoismi… quasi un senso di morte sociale. Ognuno è tentato di rinchiudersi nel suo guscio, di non esporsi, di non rischiare. D’altro canto la pozzanghera mediatica in cui si dibatte la politica non stimola la produzione di nuove idee e passioni.

A Soverato come a Bergamo, come una malattia, questo stato di cose minaccia la fiducia e la coesione sociale. Mette in crisi la vitalità del volontariato politico sociale e culturale delle città e delle comunità. Incentiva anche il ritorno di reazioni semplicistiche, violente, disperate. Chi ha bosogno di farsi sentire... si suicida. Oppure sale sui tetti ma, anche, spara proiettili, cazzate e fuochi d’artificio. Siamo davanti ad un precipizio. Siamo ancora in tempo per fermarci ma occorre reagire subito. Ne abbiamo ancora la forza!

Soverato è viva La Calabria è viva L’Italia è viva
Questa voce di speranza è la proposta del simbolo per un progetto politico che parte dalla periferia dell'estremo sud, da Soverato.

Un progetto che è figlio di tutti i tentativi di innovazione politica culturale e sociale che la città ha fatto negli ultimi decenni.
Tentativi che, non sempre e, comunque, mai totalmente, hanno coinciso con un colore politico, con partiti, con schieramenti locali e nazionali.

Così è anche adesso.
A Soverato, in Calabria, nel meridione, in tutta Italia c’è un forte bisogno di cambiamento, di modernizzazione da un lato e di recupero di valori sociali perduti dall’altro.

Cultura, lavoro, ambiente, solidarietà non sono "costi" e quindi ostacoli al benessere, allo sviluppo e al progresso.
Sono i motori che producono benessere, sviluppo e progresso.

Tuttavia questi valori e l’idea di base che la politica debba essere solo lo strumento con cui la comunità umana studia il suo passato per capirne le lezioni, amministra e gestisce il suo presente e progetta il suo futuro (e non spartizione, non dominio di un gruppo o di una persona, non arricchimento personale) non sono, come nel passato, patrimonio di uno schieramento, ma scelte di tante singole energie che stentano ancora a mettersi insieme, a costruire insieme uno strumento di rivoluzione. Rivoluzione che serve ad affrontare un futuro che si presenta a tinte fosche, ma contiene anche nuove entusiasmanti opportunità.

Quale Soverato Quale Calabria Quale Italia
Viviamo un’epoca di grandi e veloci cambiamenti che i “politici” hanno rinunciato a studiare a comprendere a pre-vedere e a dominare.

Le folli teorie finanziarie culturali e sociali che hanno dominato l’occidente negli ultimi decenni con l’esaltazione di guerre, paure e divisioni (ricchi contro poveri, nord contro sud, cristiani contro musulmani, bianchi contro neri, finanza contro produzione) hanno aggravato i problemi del mondo, delle nazioni e delle città.

Hanno aumentato la miseria e lo scarto tra ricchi e poveri.
Hanno aumentato le paure e le insicurezze sociali.
Hanno aumentato i rischi dell’umanità (rischio di guerre, di crisi e recessione economica, rischio ambientale)
Hanno sconquassato le comunità distruggendone i legami (il lavoro, le tradizioni, la cultura, la solidarietà)

A livello locale tutto questo si è tradotto nel massimo indebolimento delle istituzioni, nel predominio delle mafie, in un aumento delle diseguaglianze e della povertà complessiva. In Italia aumentano i poveri, le persone senza lavoro, le persone senza sicurezze e assistenza, le persone emarginate e la devianza sociale. Diminuisce il numero dei ricchi che diventano però molto più ricchi

Il mondo che si è costruito è orribile, lo ammettono oramai tutti. Ma coloro che lo hanno costruito affermano che non c’è nessuna alternativa.
Questa supposta ineluttabilità è accettata anche a sinistra. Da partiti e persone che hanno rinunciato a studiare i sommovimenti sociali, a comprenderli e a prevedere i corsi della storia dei popoli, a provare a modificarne i destini.

Ma cosa resta ai partiti se manca l’analisi, il programma, le idee? Nulla. Per questo si trasformano e si ritrasformano in clan aggregazioni, gruppi di potere e interessi. Per questo si identificano con il “leader” e ne prendono il nome.

Per questo, a partire dal livello locale, la politica non può essere più raccontata e vissuta come competizione e lotta tra destra e sinistra. Purtroppo, soprattutto al sud, oramai, destra e sinistra non rappresentano più idee, progetti, programmi e passioni, ma rissosi e voraci contendenti che si uniscono e si dividono per spartire poltrone denaro e potere.
Tutto questo ha portato e sta portando allo scempio e allo sperpero dei patrimoni, delle ricchezze, dei valori collettivi. Aria, acqua, ambiente, cultura, arte, salute vengono sprecate, sporcate, depredate nel nome dell’arricchimento personale… Persino la vita delle generazioni future viene compromessa e minacciata.

Ma noicosa possiamo farci?
Non sono questi, problemi più grandi di noi che non possiamo affrontare, sono parte della nostra vita di tutti i giorni che facciamo finta di non vedere.

Ci minaccia il fango di piogge ed inondazioni ma continuiamo a bloccare le foce dei fiumi come l’Ancinale con colate di cemento e mattoni, a non pulire i fossi dei torrenti che attraversano la città…
Siamo in una zona soggetta a terremoti violenti ma abbiamo visto fiorire il PRG delle mansarde cioè si è lasciato costruire un piano extra su strutture che forse non potrebbero permetterselo. E se dovesse giungere il terremoto nessuno di noi sa cosa fare, dove andare a ripararsi, come mangiare, come aiutare le vittime…

Le mafie minacciano il nostro lavoro, il futuro dei figli, lo sviluppo, la vita stessa. Eppure continuiamo a negarne l’esistenza, e ne rafforziamo il potere continuando ad implorare favori invece di pretendere diritti, ad usare privilegi e raccomandazioni invece di rispettare la legge.

La speranza di sviluppo del sud, ma anche della Calabria, del nostro comprensorio, della nostra città, è messa in crisi dai nostri ritardi economici e culturali ma anche dall'idea di un “federalismo” gretto e arrogante. Dalle ruberie dei fondi europei che ci hanno fatto le mafie e il governo padano. E noi invece di unire e valorizzare le migliori energie ci teniamo una classe politica serva ladra ed incompetente…

Ci sono in questo momento milioni di disoccupati tenuti in vita con sussidi da fame e dall’altra parte c’è bisogno di miliardi di ore lavoro per risistemare il degrado del territorio, rinnovare le infrastrutture vecchie di mezzo secolo, fare ricerca, modernizzare il paese. Ci sono beni di consumo e prodotti che marciscono invenduti perchè non possiamo comprarli. Ci sono miliardi di capitali che invece di essere utilizzati per pagare salari e stipendi dignitosi e rimettere tutto in moto, vengono trafficato per produrre ricchezze incommensurabili individuali ed abissali miserie collettive.

Qui c’è davvero qualcosa che non funziona. Qui bisogna cambiare e subito.

Simbolo Sovertao è viva

Una proposta per Soverato

Soverato è viva.

Ma solo se usciamo dal pantano. Se facciamo subito la nostra piccola rivoluzione culturale e politica a partire dalla nostra più immediata realtà. Da casa nostra e per quanto ci riguarda anche da Soverato e dalle prossime elezioni.

A destra come a sinistra, partiti e persone che, da decenni, hanno chiesto ed ottenuto i voti dei cittadini, non fanno nulla, non propongono nulla. Non parlano dei problemi della città, delle prospettive della città. La piccola e misera chiacchiera politica si sofferma sui nomi di improbabili candidati che non dicono niente.

Eppure ce ne sono di cose da capire e da proporre. Cominciando dal ruolo della città in questo mutato scenario economico politico ed istituzionale. La nostra città e tutto il comprensorio affrontano con grandissima difficoltà - o non affrontane per nulla- i temi dello sviluppo, della gestione razionale dei servizi, della salvaguardia dell’ambiente, della lotta contro le mafie. Rimangono spesso più deboli e indietro.

Anche rispetto al resto della Calabria. Anche rispetto ad altri paesi della provincia di Catanzaro…

Soverato può e deve essere il motore dello sviluppo politico, culturale, economico del suo comprensorio. Il catalizzatore di un processo di unificazione e coagulazione delle energie positive che, sia pure a passo ridottissimo sta verificandosi spontaneamente. Non è più tempo, se mai lo è stato, di campanilismi, di rinchiusura entro i confini della città. Non è più tempo neanche di pensare alle città nei termini di pura gestione delle dinamiche municipali. Così si sarebbe condannati alla decadenza e alla miseria. Nell’Italia europea e del federalismo prossimo venturo, i piccolissimi comuni, da soli, non riuscono a garantire i servizi, a difendere e a valorizzare i propri patrimoni, a proporre nessuno sviluppo.

Il problema non è di facile soluzione. Non si risolve con una o più delibere comunali. Ci sono però strumenti efficaci che si possono attivare immediatamente.

Un consorzio di sviluppo che interessi tutto il comprensorio, per esempio.

Che riunisca insieme tutte le energie positive che esprime il comprensorio: i comuni certo, ma anche le banche, le aziende dei settori più importanti, le associazioni, il commercio, il turismo, le scuole.

Per ripensare tutti insieme ed in maniera nuova allo sviluppo economico, sociale culturale del nostro territorio.

Per proporre e attuare una gestione integrata e complessiva dei servizi.

Per difendere il territorio dalle aggressioni e depredazioni delle mafie, ma anche di chi ci ha derubato dei treni, degli uffici postali, delle scuole, degli incentivi europei, degli investimenti.

Per attrarre risorse nuove e nuovi interessi economici che collaborino al nostro sviluppo.

Per elaborare e realizzare strategie efficaci per la difesa e valorizzazione del territorio e non sprechi di denaro pubblico con opere che durano il tempo tra una piccola mareggiata e l’altra.

Per un piano regolatore della città che si raccordi con le esigenze e le risorse di territorio disponibile, con le esigenze dei comuni vicini e non soffochi la città sotto altro cemento.

Per sviluppare anche capacità di intervento sociale più adeguate che aiutino chi resta indietro a mettersi in pari e non si limitino alla carità.
Per affrontare, infine, sfide ancora più grandi, come la sicurezza contro gli eventi calamitosi che, purtroppo, si prevedono più numerosi e più disastrosi. Alle alluvioni, alle mareggiate, ai terremoti non si può continuare a rispondere solo con il solito piagnisteo sullo sfasciume pendulo e sul destino cinico e baro.

Soverato è rimasta anche molto indietro nella modernizzazione. Temi come traffico e parcheggi, Raccolta differenziata, WI-FI, uso e valorizzazione del mare, ricettività diffusa a basso costo, qualità della vita (lotta ai rumori, all’alcolismo nei ragazzi, al gioco d’azzardo anche quello pubblico, alle barriere architettoniche e sociali etc), risparmio energetico e sviluppo delle energie alternative vanno affrontati con maggiore impegno.

Il benessere di una città non si misura con la quantità di consumi ma con la qualità della vita che riesce a dare a cittadini ed ospiti.

I temi da affrontare sono tantissimi.

Ma avremo modo e tempo di farlo.
Se avremo la forza di presentare la nostra proposta politica senza scendere compromessi di bassa lega ma anche senza pretese. Con umiltà e capacità di ascolto.

Chi e come
Questa proposta politica nasce dal buonsenso, dal ragionamento semplice.
Dal chiedersi con onestà se Soverato è diventata la Svizzera del sud, la città dello sport, l’università del turismo, la città dei ventimila abitanti ed oltre. Come era stato previsto. Come era stato promesso.

O se non abbia ora rispetto a dieci anni fa minori opportunità, minore capacità sociali, politiche economiche e culturali, se non abbia avuto una minore crescita, anche rispetto alle altre città calabresi, anche rispetto agli altri comuni del comprensorio.

Dal chiederci con onestà e senza ipocrisia se questa decadenza della città sia stata contrastata adeguatamente, se in questi anni sia stata costruita da chi ne aveva il mandato una alternativa valida ed autorevole.

Chi vive a Soverato conosce bene le risposte a queste domande e sa cosa aspettarsi se, nei cittadini, a partire dai più giovani, non si sviluppa un nuovo senso di consapevolezza, di orgoglio e di civile rivolta. Come è accaduto per le manifestazioni antimafia...

Le prossime elezioni possono essere, come tante altre volte, una guerra senza esclusione di colpi tra chi prende più preferenze rivendicando favori, posti, lavoro dato e lavoro promesso, licenze edilizie, contributi, amicizie parentele e comparaggi anche con i boss piccoli e grandi…

Noi dovremo fare di tutto perché siano, invece, una riflessione ed un dibattito serio sui destini della nostra città, un inizio di cambiamento anche per il nostro comprensorio e per la Calabria, un invito a restare e lottare con noi, a chi pensa o è costretto ad andare via.

Per questo facciamo un appello al confronto, alla partecipazione e all’impegno personale dei soveratesi e degli abitanti del comprensorio. Delle donne e degli uomini che hanno a cuore il futuro di questa città e di questa terra.

Chiederemo ad ognuno di essi non da dove viene, ma se vuole fare con noi i cento passi per la rinascita della città.

Si può aprire una fase nuova nella politica e nella nostra vita, ma è facile capire che la novità, deve venire dalla nostra fatica, dalla nostra attività, dal nostro cuore e dal nostro cervello.
Che Iddio ce la mandi buona!

Mimmo Loiero

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Commenti   

 
# RE: Cambiare per rinascereMarco 2010-11-19 21:21
Finalmente un programma politico a/per SOVERATO !
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+1 # RE: Cambiare per rinascereantonella 2010-11-21 09:08
Leggo il manifesto politico: finalmente una goccia d'acqua azzurra nel mare di melma in cui da alcuni anni galleggia la politica italiana.
Sono una ex soveratese, che dal 2005 si è trasferita per lavoro e, aggiungo, senza dispiacere di lasciare questa città. Non so come sia diventata in questi anni di assenza la "perla", ma ricordo bene come era quando l'ho lasciata: una città spenta, sonnolenta, senza occasioni di dibattito e di aggregazione sociale.
Mentre ricordo come era una decina d'anni fa, quando un entusiasmo collettivo sembrava animare la gente, un fermento politico aggregava a destra e a sinistra, una voglia di confrontarsi, di competere, di litigare, di condividere qualcosa teneva la città unita. C'erano le manifest per la pace, le presentaz dei libri, le mega torte fatte dai commercianti, il gossip politico sul corso. E ora? Come monadi i soveratesi vivono la loro vita, senza scambi e senza un progetto comune. Che ne dite di ricostruirne uno tutti insieme?
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