Soverato e il mattone. Verso quale città ideale?

Dettagli

Non so se la presentazione del libro di Gianni Calabretta Verso la città ideale, avvenuta venerdì 24 agosto, a Soverato, possa essere considerata, come qualcuno ha ipotizzato, l'annuncio della sua candidatura e quindi l'inizio della campagna elettorale. Vera o falsa l'ipotesi, l'argomento trattato, la storia urbanistica di Soverato e le suo ipotesi di sviluppo, ha una importanza fondamentale per i soveratesi e per tutti gli abitanti del comprensorio. Più in gesoverato anni 60nerale, il destino delle città e del territorio dovrebbe essere al primo posto nelle occupazioni e preoccupazioni delle istituzioni e di tutta la politica locale e nazionale. Naturalmente anche e soprattutto dei cittadini.

La redazione dei piani regolatori dovrebbe essere (ed è in ogni caso anche quando si pianificano disastri) la pianificazione del futuro delle comunità cittadine. Tutta la collettività dovrebbe riunirsi e discutere di sviluppo, di aria, di acqua, di servizi, di sicurezza, di bellezza e comfort, degli obiettivi generali della comunità e di come perseguirli.

 

Come tutti sappiamo, invece, la redazione dei Piani Regolatori è un mercato delle vacche, una partita a tressette col morto tra palazzinari e immobiliaristi, progettisti e politici che distribuiscono le carte in mazzi e mazzette. Il morto sono  gli interessi collettivi: l'aria, l'acqua, la vivibilità, il comfort, la bellezza, la sostenibilità, la sicurezza… Cose che interessano i bambini i giovani, le donne, i malati, gli anziani…  Li chiamano interessi deboli, sottintendendo che sono gli interessi dei poveracci, di quelli che non entrano nel gioco.  Ma sono gli interessi di tutti noi quando abbiamo figli e nipoti o ci troviamo ad essere anziani, malati…. Deboli appunto.
Il risultato di questo osceno mercato sono le infernali e squallide periferie, la mancanza dei servizi, la mobilità risolta a colpi di auto e inquinamento, la mancanza di sicurezza (un optional secondario e dimenticato su cui piangere lacrime di coccodrillo dopo le piogge, le inondazioni, i terremoti, i crolli spontanei…) Magari in attesa che il mercato con i suoi meccanismi interni aggiusti tutto.
Il dibattito sul libro di Gianni Calabretta poteva essere una buona occasione per una discussione utile, per ipotizzare cambiamenti importanti di direzione, anche qui da noi, prima che sia troppo tardi e se non è già troppo tardi.

La sinistra soveratese, nel passato, ha più volte ed in diverse occasioni posto al centro della sua elaborazione teorica e delle sue lotte la questione del territorio e dello sviluppo. Negli anni '80 come minoranza con le battaglia contro la speculazione edilizia (ricordata da Piero Bevilacqua), contro il degrado e la gestione dei lavori pubblici a Soverato Superiore, per un Piano Spiaggia e per la vivibilità del lungomare e la difesa dalla cementificazione dell'area dell'attuale Villa Comunale. Negli anni '90 con Pedalando Volare, difendendo la scelta del Lungomare edificando la Villa Comunale, ipotizzando un Piano regolatore di Area vasta per tutto il comprensorio e con una analisi critica in occasione della tragedia delle Giare. E poi ancora dall'opposizione con la lotta contro il progetto di Piano Regolatore del centro destra e le scelte assurde di uno sviluppo edilizio sovrastimato rispetto alle potenzialità effettive della città.
Gianni Calabretta non è un filosofo, e neanche un urbanista o uno storico. E' uno che è stato testimone e protagonista professionale e politico  dei fatti urbanistici di Soverato e del comprensorio, per decenni se si considera anche il ruolo e l'importanza di suo padre.

Al Convegno erano presenti personaggi politici e testimoni della politica soveratese e del comprensorio. E tanta gente.
C'erano molti buoni ingredienti per un buon dibattito.
Poteva essere una serena ed utile discussione sui destini della città sul suo passato e sul suo futuro.
Nel passato sono state fatte scelte buone, scelte discutibili e scelte sbagliate. Ed è però un fatto che a Soverato, come in tutta la Calabria, la speculazione edilizia, ha prosciugato ogni risorsa finanziaria impedendo di fatto ogni tipo di investimento in altri settori.
E se oggi nella città non vi sono alberghi, se ancora si tappano le uscite dei fossi d'estate per nascondere i torrenti-fognai, se vi sono vaste aree dormitorio senza servizi di nessun genere e senza collegamento con il centro, se vi è sovraffollamento e inquinamento da rumori, se nonostante la dotazione di parcheggi, continua ad esserci il caos del traffico, se vi è in media un allagamento all'anno, se i giovani migliori devono emigrare, se le 'ndrine controllano ogni respiro e soffocano ogni ipotesi di sviluppo, se si è isolato il centro storico di Soverato superiore e tutta la zona collinare togliendo anche il modesto pulmino che lo collegava alla marina, se nella zona centrale e commerciale della città non vi sono marciapiedi accessibili, se su chilometri di litorale non vi è un metro di spiaggia pubblica rispettata e gestita, se almeno la metà dei negozi sono obsoleti, non rinnovano né il locale né la merce, se sopravvivono a stento e comunque ne chiudono tantissimi, se la città ha deluso le attese di indirizzo da parte del comprensorio perché del comprensorio si è fatto solo l'assessore e nessuna politica…
Allora, forse, questa città ha dei problemi ed in tanti abbiamo delle responsabilità. Nonostante i mq di verde pubblico (nominale), nonostante le scuole ed i tanti giovani che la frequentano che stranamente contano nelle scelte politiche importanti come il due di coppe, ma vengono citati in continuazione a destra e a manca , con viva e vibrante retorica da tecnici e da politici.

Forse si è persa una buona occasione per un dibattito vero.
Forse ancora una volta è prevalsa la voglia di difendere scelte del passato rispetto alla necessità di cominciare a fare scelte serie per il futuro.
Forse non sappiamo più fare politica. Perché la politica non c'è più.
E' stata privatizzata. Come la ferrovia. Come le poste e come tante altre cose che costano di più e funzionano di meno.

Questi ultimi anni sono stati anni tremendi per il mondo. Per il 90% degli abitanti del mondo. E per l'Italia. Per il 90% dei cittadini italiani. Anni di crisi economica, insipienza politica ed impotenza sociale. Per il sud anche anni di rapina. Rapina di lavoro, di risorse, di prospettive, di diritti, di speranza. Per il 90% dei cittadini del Sud.
La nostra classe politica non ha saputo, non ha potuto, non ha voluto difendere gli interessi collettivi dei cittadini del sud.
Non ha neanche tentato. Senza vistose eccezioni si è schierata con quel 10% di potenti che affama il mondo e l'Italia, continuando  a percepire lauti stipendi, prebende di ogni genere e mazzette. Complice una legge elettorale che praticamente ha tolto agli italiani il diritto di scegliere i propri rappresentanti, di sanzionarne con una solenne bocciatura eventuali errori e scelleratezze.
Ma così non si può più andare avanti.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

   

Chi è Online  

Abbiamo 83 visitatori e nessun utente online

   

Bacheca Eventi

Referendum NO TRIV

Assemblea organizzativa

Comprensorio di Soverato

Sabato 12 Marzo ore 18

Presso l'Acquario di Soverato

   

Bacheca Avvisi

   

Bacheca Cerca-Trova

   
© ADGRAPHISART