Soverato. Non ci sono soldi o non c'é cucuzza?

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Non sono un lettore assiduo di Soverato web, ma a volte mi capita di navigarci per seguire il dibattito locale e qualche volta, raramente, per scriverci qualcosa.
Mi ha particolarmente colpito, oggi, la ponderosa nota di Peppe Alcaro dal titolo: "Sovearto. Non fermate quell'autobus". Penso che quelle venti righe debbano essere lette da tutti i cittadini soveratesi.

Perlomeno da tutti quelli che fanno politica o se ne occupano in qualche modo. Penso che non sarebbe male farle leggere "obbligatoriamente" nelle scuole a partire da quelle elementari di Soverato superiore.
Servirebbe, forse, a farci meglio capire l'abisso di insipienza, volgarità, arroganza e "mafiosità" sociale e culturale a cui ci hanno condotti questi ultimi anni di (mancanza) di politica locale e nazionale.
Lo scritto di Alcaro é una vera e propria aggressione ad una cittadina soveratese, Rita Spanu, colpevole secondo l'opinione di costui, di denunciare le carenze, e spesso la mancanza, di un servizio indispensabile come il trasporto pubblico che collega la marina di Soverato al suo centro storico e a servizi essenziali come l'ospedale.
Ad Alcaro non interessano le ragioni di questa cittadina soveratese che come centinaia d'altri, utilizza o vorrebbe poter utilizzare questo servizio (in maggioranza ragazzi e scolari, anziani, turisti e visitatori, malati che vanno all'ospedale e quelli che non hanno i soldi o che per altri motivi non possono comprarsi una macchina).
A lui non interessa ragionare o, anche solo, polemizzare sulla impossibilità di qualunque sviluppo (anche turistico) per Soverato Superiore senza un efficiente sistema di collegamento.
A lui importa poco degli oramai scarsi turisti e visitatori che, magari, vorrebbero vedere la statua del Gagini.
Che gliene frega se le famiglie che abitano in quello che non é un semplice quartiere, ma il centro storico, anche avendo una macchina vivono disagi e se il trasporto privato inquina molto più di quello pubblico?
Che gliene frega se il suo paese e la Calabria intera vengono giorno per giorno depredate dei servizi (treni, uffici ospedali...) e ridotti a tornare indietro di decenni come qualità della vita.
A lui non interessa discutere, o polemizzare sui contenuti. Quali che siano.
A lui interessa aggredire. Intimidire magari.
Tentare di tappare la bocca di chi protesta.
Con insulti volgari.
E con minacce velate al limite del codice penale.
Cosa vuole dire con l'invito a dare un passaggio?
Una cittadina soveratese che protesta per avere servizi migliori! Per Peppe Alcaro e per qualcun altro é una cosa insopportabile. impossibile addirittura. Per lui i cittadini soveratesi sono tutti fessi-felici o pecoroni.
Quindi, se protesta, la cittadina Spanu non é di Soverato é una straniera!!!
Una donna! E per di più "mancina" che immagino voglia dire di sinistra o che ha votato per la lista avversaria o tutt'e due.
E' evidente per Peppe Alcaro che se é di sinistra o ha votato per un'altra lista non ha diritto a niente.
E cosa vuole una straniera di sinistra? Un servizio di trasporto urbano!. Efficiente addirittura!
Si compri una macchina!
O mi chieda un passaggio...
Bravo! Bella risposta!
Mi ricorda un tale "presidente del consiglio" che ad una giovane che protestava per un posto di lavoro rispose: sposi un miliardario!
O la regina Maria Antonietta che, con molto più stile, a chi le faceva notare che il popolo non aveva pane rispondeva: qu'ils manent des brioche!
Marie Antonietta finì con la testa tagliata dal popolo incazzato.
Non so chi sia "questo" Peppe Alcaro che si erge a nobile difensore di una casta inefficiente e sprecona che ha imparato a rispondere ad ogni richiesta o protesta con la formula magica: non ci sono soldi!
Mi auguro che non abbia alcun ruolo istituzionale e che non abbia scritto in nome e per conto di nessuna organizzazione politica locale piccola o grande, di destra, di centro o di sinistra. Mi auguro che nessun soveratese condivida questa insipienza, volgarità e arroganza e superficialità.
Per questo mi aspetto di leggere su Soverato web delle "prese di distanza nette" da parte del sindaco e dell'amministrazione e di tutte le organizzazioni politiche locali e, ovviamente di soverato web e dei cittadini che, come me, si sentono offesi.
Mi aspetto anche che il consiglio comunale apra un dibattito serio sulla gestione ed il potenziamento dei servizi e che, nella città, si ri/cominci a fare politica veramente. A quanto mi risulta nessuno degli "eletti" ha chiesto il voto per lamentarsi che non ci sono soldi, ma promettendo a destra e a manca soluzioni mirabolanti.
Chi governa o amministra deve lavorare per trovare e proporre soluzioni non perdere tempo "pagato dai cittadini" per lamentarsi che non ci sono soldi.
Se non si hanno idee, se non si ha voglia di lavorare ed impegnarsi per trovare risorse e soluzioni, se non si vuole neanche avere tempo e pazienza per ascoltare i cittadini (anche quando protestano) ci si può sempre dimettere magari chiedendo scusa per il disturbo.
E in tema di scuse, a nome di (quasi) tutti i soveratesi, mi sento di dovere chiedere scusa a Rita Spanu e di ringraziarla per essersi occupata dei servizi cittadini e del bene comune. Di questi tempi non é poco.
Mimmo Olierò

 

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