Ciucci, candidati ed elezioni primarie

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La scelta del giusto candidato, anzi dei giusti candidati, è veramente una questione difficile. Soprattutto a sinistra dove, per fortuna, esistono ancora tracce di una cultura che oppone i valori di uguale opportunità e collaborazione solidale, ai valori di dominio gerarchico e legge del più forte.

 

Certo il berlusconismo ha spadroneggiato pure a sinistra e, pure a sinistra, è prevalsa l’ossessione del leader. Leader come nuova figura. Non un ruolo di direzione politica e neanche un capo autorevole e riconosciuto, bensì una star con uno stuolo di fans, che dispensa (o nega) sorrisi, incarichi favori e prebende.
Questa nuova figura di leader (sindaco, presidente, segretario di partito) che vediamo in TV, sempre circondata da un codazzo di bodygard, questuanti e paparazzi, si può imporre ai cittadini solo quando si riduce a zero l’organizzazione ed il lavoro politico, quando si annullano partiti, sezioni e militanti, quando gli stessi cittadini/elettori vengono trasformati in tifosi e fan, quando la politica non fa più più programmi e progetti ma si limita a gestire il potere e l’amministrazione nel senso di elargire ai propri supporters (individui o gruppi sociali) in maniera discrezionale e in cambio del voto e della fedeltà, promesse e benefici.

Capi o star?
Le qualità che vengono riconosciute (e richieste) a tale figura di leader non sono la lucidità mentale, la capacità di analisi, l’intelligenza e l’esperienza, il coraggio nel prendere decisioni, la capacità di sacrificio, il comportamento specchiato e magari i lunghi anni di lavoro e lotta al servizio di una idea o di un progetto sociale. Come per le starlette e le escort, si richiede, appeal, fascino, e, perfino, carisma.
Il punto è che l’intelligenza, la capacità di analisi, il coraggio, gli anni di lotta, il sacrificio, l’incorruttibilità sono doti riconoscibili e perfino in parte, misurabili, Il carisma, il fascino e l’appeal no. Potrebbero averli sia un genio che un ciuccio, sia un santo che un lordazzo, sia un furfante che una persona per bene. Per questo in troppi si sentono in grado di fare il leader. Per questo, una volta, in politica, si trovavano ottimi dirigenti e oggi no.
Si dice che il berlusconismo sia finito. Speriamo che lo sia veramente, almeno nelle mostre teste. Almeno a sinistra, Almeno per quanto riguarda la ricerca del leader.


La questione delle primarie.
Però anche ammettendo che il berlusconismo sia finito e che non ci serve una star ma un dirigente politico, un ottimo amministratore comunale, un primus inter pares... non è che il problema sia così semplice. Soprattutto quando non ci sono sezioni, organismi e militanto. Soprattutto quando si fa politica solo nel periodo elettorale.
Ci si può aiutare con le elezioni Primarie. Le Elezioni Primarie non sono forse il migliore metodo di selezione dei candidati, ma possono essere un ottimo strumento di propaganda politica e un buon metodo per tenere assieme diverse anime politiche e sociali, diverse sensibilità culturali in un progetto comune.
In realtà (primarie o no), la selezione dei candidati dovrebbe essere (una volta lo era) il frutto di un lavoro politico molto complesso e difficile. Un lavoro collettivo che richiede pazienza, cuore e sapienza e che si articola in diverse fasi e alla presenza di tutte espressioni culturali e sociali e le strutture organizzative che partecipano al progetto comune.

Come si fanno

Le elezioni primarie non servono per mettere assieme diversi gruppi politici, ma una volta che i diversi gruppi politici sono insieme, legati dalla condivisione di valori comuni e delle linee essenziali di programma, sono utilissime per scegliere un candidato e dargli forza, per promuovere il progetto, per formare un gruppo dirigente coeso.
Il tutto, però, funziona solo se il lavoro politico viene fatto bene seguendo le diverse fasi:
- Affermazione dei valori condivisi. Elaborazione di un documento politico che sintetizza il progetto.
- Elaborazione delle Linee Guida del programma. Il programma definitivo sarà curato dal candidato scelto.
- Elaborazione e pubblicazione del Regolamento delle primarie.
- Proposizione delle candidature. La proposizione delle candidature è il passaggio più difficile e delicato. Per candidarsi alle primarie non basta accettare formalmente il documento di base e le linee guida del programma. Nè basta dichiarare di sostenere il vincitore delle primarie. Tantomeno serve avere un pacchetto di voti.
Le elezioni primarie funzionano bene quando tutti i candidati, pure espressioni di diverse anime e con diverse qualità, caratteristiche e capacità realizzatrici, formano già una squadra che, qualunque sia il risultato, delle primarie e delle elezioni, affronterà insieme il cammino per la realizzazione del progetto condiviso. La responsabilità della accettazione delle candidature è della assemblea degli iscritti.
- Formazione della platea degli elettori. Come già detto le elezioni primarie sono un ottimo strumento di buona propaganda del progetto, un megafono efficiente per comunicare agli elettori le linee di programma e far conoscere il progetto. Quanto più persone parteciperanno alle primarie tanto più sarà efficace l’opera di propaganda. Se i candidati alle primarie sono strati selezionati bene non si pone il problema di possibili inquinamenti, Se i candidati sono scelti male è meglio non fare le primarie...
Tuttavia è indispensabile che chi vota: - 1. Si iscriva per tempo alle liste elettorali. - 2. Dichiari per iscritto di condividere il progetto e le Linee Guida. - 3. Versi una quota (differenziata) per finanziare il progetto.
Tutto questo ha valore generale ed è frutto delle diverse esperienze fatte sul campo a Soverato in periodi migliori e peggiori di quello che stiamo attraversando.

Le esperienze soveratesi
L’esperienza delle primarie in Pedalando Volare fu relativamente facile ed esaltante. ma anche un pò artificiale. Non c’era, in fondo, bisogno delle primarie per formare una squadra dopo anni di intenso e continuo lavoro politico. Non si sentiva il bisogno (e non furono fatte) le primarie per il sindaco, visto che si era deciso di riconfermare il sindaco uscente.
Nel 2006 invece la situazione era difficilissima. Le primarie dovevano davvero servire a tenere assieme strutture politiche, anime e sensibilità diverse, separate da pregiudizi, personalismi. Anche altro. Tuttavia le cose sembrarono andare bene. Fino alla proposizione delle candidature. tutte sbagliate. I tre candidati non erano una squadra e non avrebbero comunque lavorato insieme chiunque avesse vinto.
Oggi la situazione è ancora diversa. Ancora più difficile. Il centrosinistra viene fuori da anni di miseria politica solo un poco mitigata dalla presenza di una sinistra sociale e culturale anch’essa però impoverita dalla crisi. Certo la situazione generale è migliorata. La crisi ha fatto aprire gli occhi a molti e ha sputtanato (è proprio il caso di usare questa parola) miti e promesse mirabolanti. Ma il centrosinistra stenta a proporre un progetto alternativo valido e forte. A Soverato per iniziativa di singole persone sono state formulate alcune ipotesi di progetto, ma, finora, solo il gruppo di Interessi Collettivi è riuscito a mettere insieme energie umane, elaborazione comune e anche una struttura organizzativa.
Per formare una lista, una squadra di governo, un candidato a sindaco, per avere la possibilità di vincere e soprattutto di amministrare bene la città in tempi così difficili, ci vuole molto di più.

Mimmo Loiero

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