'U cumuni si 'nda strafutta de l'anziani

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Riceviamo e pubblichiamo dal sito catanzaro.weboggi.it

"Il Comune di Soverato, come denunciato nei giorni scorsi  da alcuni cittadini del luogo, ha perso un’importante opportunità nel campo dei servizi sociali. Era infatti possibile, grazie ad un avviso promosso nel mese di dicembre 2012 dall’ente previdenziale Inpdap-Inps, migliorare in maniera concreta  la qualità della vita delle persone anziane e dei disabili, per i quali lo stesso comune allo stato prevede ben poco.

Diversi i servizi e le prestazioni di cui i pensionati pubblici del territorio dell’intero distretto di cui Soverato è capofila, avrebbero potuto usufruire, ed è opportuno precisarlo, in forma del tutto gratuita, nell’ambito del bando denominato Home Care Premium. Tra questi  è possibile citare: interventi socio-assistenziali a domicilio;  centro sociale aperto dalle 9.00 alle 18.00 in cui coinvolgere gli anziani e disabili in attività di socializzazione e di mantenimento/recupero delle abilità fisiche e cognitive; servizio trasporti per visite mediche ed esigenze extradomiciliari degli anziani; consegna pasti a domicilio, punto informativo con funzioni di osservatorio per il monitoraggio costante dei diversi bisogni della popolazione anziana e disabile ma anche con funzioni di sportello e di coordinamento di tutte le opportunità (pubbliche e private) presenti sul territorio, creazione di un registro territoriale di assistenti familiari, creazione di un registro sociale con  le associazioni di volontariato,  per le quali era previsto anche un rimborso giornaliero per i volontari disponibili a fare compagnia alle persone anziane. L’avviso dell’Inpdap precedeva anche la possibilità di erogare alle famiglie impegnate nella cura di una persona non autosufficiente, un assegno mensile fino a 1200 euro. Insomma un’opportunità in cui si aveva solo da guadagnare e nulla da perdere, anche perché in questa fase la documentazione richiesta al Comune capofila non era particolarmente impegnativa.  Invece a perdere sono stati in tanti. Innanzitutto i possibili destinatari  degli interventi (anziani e/o disabili), che da questo progetto avrebbero potuto ricevere una serie di supporti qualificati per un sereno svolgimento delle attività quotidiane. Ad essere penalizzate dalla mancata attivazione delle diverse prestazioni sono state anche le famiglie, finora lasciate sole a gestire i processi di cura dei loro congiunti, per le quali la presenza di una rete integrata di servizi domiciliari avrebbe determinato un grosso sostegno negli impegni di cura e scongiurato possibili ricoveri degli anziani presso strutture residenziali. Ad essere penalizzati sono state le diverse figure professionali, con competenze nel settore socio-assistenziale, che da questo progetto avrebbero potuto ricevere un’importante esperienza di  lavoro retribuito, sia pur per un anno.  Ad essere penalizzati infine  sono stati i 28 comuni del distretto socio-sanitario di Soverato:  Amaroni, Argusto, Badolato, Cardinale, Cenadi, Chiaravalle, Centrache,  Davoli, Gagliato, Gasperina,   Girifalco, Guardavalle, Isca sullo ionio, Montauro,  Montepaone, Olivadi, Palermiti, Petrizzi,  Santa Caterina, Satriano, San Andrea, San Sostene, San Vito, Squillace, Staletti, Torre Ruggiero, Vallefiorita. Tutti questi comuni, in virtù della  mancata attivazione del comune di Soverato che, in base alle disposizioni regionali, ricopre il ruolo di capofila, non potranno assecondare le tante richieste di assistenza provenienti dalle persone anziane, fascia della popolazione in continua crescita. In questo caso gli amministratori dei ventotto comuni non potranno però dire che la causa è rappresentata dalla cronica mancanza di fondi. I fondi questa volta  erano pronti per l’uso, ma non si è stati capaci di utilizzarli. Non siamo a conoscenza dei motivi che hanno portato il comune di Soverato a non sfruttare un’importante opportunità per fornire l’intero territorio di una qualificata e professionale rete integrata per i soggetti più deboli.  L’augurio è che questo sia l’ultimo caso di fondi ed opportunità sprecate con grave danno per i cittadini del nostro territorio, in particolare in un settore come le politiche sociali attraverso cui è possibile fornire risposte concrete ai  bisogni primari della popolazione . Ma perché ciò avvenga è necessario che tutti gli amministratori dei comuni del distretto socio-sanitario di Soverato intervengano per sollecitare il comune capofila a non disperdere, specie in una fase particolarmente critica per le istituzioni pubbliche e per le famiglie , le occasioni di finanziamento e di potenziamento delle opportunità territoriali".

 

Franco Caccia Capogruppo di opposizione comune di Squillace

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