La politica spara cazzate le mafie sparano pallettoni

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Così muore Soverato

Omicidio a SoveratoQualche giorno fa il sindaco di Soverato ha decantato in TV i risultati raggiunti dalla amministrazione di centro-destra: con il suo doppio mandato la città non sarebbe più solo la Perla dello Jonio, ma la Perla della Calabria, del Mediterraneo, del globo terracqueo... Il meglio tra le città turistiche d'Italia?

Il sindaco del centrodestra ama spararle grosse. Come quando raccontava di una fantomatica Università Soveratese e della Città dello sport. Come quando fantasticava di aumenti vertiginosi di presenze turistiche. Come quando prometteva e progettava fantomatici piani regolatori per poi realizzare il PRG delle mansarde.
Come quando accusava i giovani delle Associazioni di sporcare il nome di Soverato con la manifestazione Cento Passi per il Sud libero dalle mafie.
A suo parere a Soverato non c'e nessuna mafia e con quel tipo di manifestazioni si danneggia il turismo.
La manifestazione Centopassi ebbe un buon successo mediatico e anche dal punto di vista politico-sociale, rappresentando una città più viva di oggi. capace di parlare dei propri problemi. Nelle scuole di Soverato e del comprensorio si accese un dibattito serio con la partecipazione di studenti e insegnanti. Anche i commercianti della città, in buona parte, parteciparono finanziando con una colletta la manifestazione. Fu assente, salvo piccole eccezioni, il ceto politico, di centro di destra e anche di sinistra, della città e del comprensorio. Furono assenti nella maggioranza i cittadini: non per omertà e collusione ma in osservanza del famoso undicesimo comandamento, che, si dice, fa campare cent'anni l'individuo che lo rispetta.
Undicesimo comandamento. Farsi i cazzi propri. Pensare solo ai propri affari. Fregarsene se la piovra stende i suoi tentacoli sulla città pur di salvare la pancia piena ed il portafoglio gonfio.
Ma basta questo per vivere bene o anche solo per sopravvivere?
Chiedetelo ai bagnanti che domenica sera, sulla spiaggia di san Nicola, si sono visti puntare contro il viso la canna di una pistola sporca di sangue. Chiedetelo agli avventori del bar che giocavano a carte mentre veniva consumato un duplice omicidio, ai soveratesi che hanno assistito ad una esecuzione di mattina presto, chiedetelo a chi ha avuto incendiato il locale o l'auto, a chi paga il pizzo e le mazzette, a chi deve assumere guardiani, a chi fa lavori pubblici e non vince mai un appalto, ai giovani laureati che sono costretti ad emigrare, chiedetelo a chi ha un'attività turistica e non trova clienti, a chi ha un lavoro "nero" e non osa neanche chiedere il pagamento del salario e dei contributi, chiedetelo ai genitori dei ragazzi rovinati per sempre dalle droghe, a chi muore di lavoro e a chi il lavoro non lo avrà mai...
Undicesimo comandamento. Farsi i cazzi propri. Poche ore dopo l'ultimo efferato omicidio, un uomo ammazzato a pistolettate su una spiaggia affollata davanti a sua moglie e a suo figlio, i botti di San Rocco illuminavano il cielo. Come se niente fosse accaduto. Nel lido accanto feste e balli fino alla mattina. Come se niente fosse accaduto. Sulle TV locali lo spot della grande festa per i dieci anni di amministrazione del sindaco. Come se nulla fosse accaduto. Ma davvero c'è così tanto da festeggiare?
Undicesimo comandamento. Può una città sopportare che si spari nelle sue strade e sulle sue spiagge, che si incendino i suoi negozi, che si avvelenino con le droghe i suoi giovani, che si paghi il pizzo e la protezione mafiosa? Può un comprensorio di ventimila abitanti sopportare lo stillicidio di una ventina di mortiammazzati in pochi mesi?
Senza che si levi una sola protesta. Senza che nasca la richiesta forte di intervento dello stato? Senza che le centinaia di associazioni, clubs, circoli, partiti, consiglieri comunali e provinciali dicano una sola parola?
L'undicesimo comandamento è figlio della paura. Farsi i cazzi propri per il cittadino comune, per l'imprenditore, a volte, è questione di sopravvivenza. Il cittadino ha diritto anche ad avere paura? Forse.
Ma questo diritto non può e non deve essere concesso a chi rappresenta le istituzioni. A chi ha richiesto il mandato ai propri concittadini anche per difendere la città. A chi è pagato per garantirne la sicurezza.
Undicesimo comandamento. Tanto si ammazzano tra di loro. Chiedetelo ai genitori dei due ragazzini calabresi trucidati "per errore"! Chiedetelo a chi sparisce perché ha visto troppo. Chiedetelo ai genitori che non riescono più a stare tranquilli quando i loro figli escono la sera. Chiedetelo ai turisti che non prenotano o disdicono le loro vacanze, agli albergatori che vedono calare le presenze.
Chi spara ed ammazza spara ed ammazza anche sulla sicurezza, l'economia, lo sviluppo della città e della comunità, la speranza ed il futuro nostro e quello dei nostri figli.

Soverato. Omicidio Rombolà
Siamo tutti responsabili? Si siamo tutti responsabili. Ma non allo stesso modo e per le stesse cose. Alle forze dell'ordine spetta il presidio del territorio. Allo stato di fornire i mezzi. Non si può consentire che uno scenda tranquillamente in spiaggia ad ammazzare la gente come se scendesse per una nuotata. Non si possono finanziare le ronde padane e lasciare al sud le forze dell'ordine prive di mezzi. Al sindaco come responsabile della sicurezza spetta l'obbligo di sollecitare gli interventi adeguati a fronteggiare la situazione, mobilitare le energie della città ad affrontare uniti questa che è una guerra vera e propria. Ma come può farlo se ritiene e sostiene che la mafia a Soverato è una invenzione dei giornalisti? Tutte le energie sane della città devono mobilitarsi e stare unite: la parrocchia, i salesiani, l'oratorio, le scuole, i giornali, le associazioni e, naturalmente la politica, i partiti e tutti i singoli cittadini. La pressione della società civile può sollecitare dallo stato interventi e mezzi, può sollecitare la magistratura a reprimere non solo le violenze ma i comportamenti corruttivi che molte volte ne sono la causa, può sollecitare la politica ed i partiti a rinnovarsi e a selezionare meglio candidati e dirigenti.
I cittadini possono votare. Lo faranno anche il prossimo anno per eleggere il sindaco ed il nuovo consiglio comunale. Ci saranno come al solito partiti, persone e, speriamo, programmi adeguati per lo sviluppo ed il benessere della città. Nessuno si illuda! Ci sarà anche la piovra. L'augurio è che la comunità soveratese unita e forte sappia dire no a tutte le mafie.
Perché Soverato viva.

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