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Elezioni Soverato.

Perché voto, per chi voto e per chi non voto

Penso che chi interviene nel dibattito politico criticando, proponendo, dando giudizi, non possa, in  campagna elettorale, starsene da parte e far finta di niente. Ha l'obbligo civile di dire come la pensa.

Di schierarsi. O anche di non schierarsi con nessuno. Ma dicendolo pubblicamente.

 

Ho deciso di andare a votare.

Perché ritengo che votare, questa volta, abbia un importante significato politico.

Perché ritengo che queste elezioni soveratesi del 31 maggio 2015 non ci diranno solo chi sarà il nuovo sindaco e come sarà composto il consiglio comunale.

Ci diranno anche se a Soverato esiste ancora il voto libero e se esiste, quindi, la possibilità di cambiare strada.

Con un voto utile.

Un voto per la città. Un voto slegato da vincoli di clan, di appartenenza, di parentela. Un voto che non sia per grazia ricevuta  e un voto che non sia per favore da ricevere. Un voto non impacchettato. Un voto che non sia una puntata/scommessa su chi vince né una cambiale da incassare nei prossimi cinque anni. Un voto dato liberamente e non perché a chi me lo ha chiesto non posso dire di no.

E se, a questo punto avete capito, come sicuramente avete capito, anche per chi voto, significa che la situazione è chiarissima e che nessuno può poi dire, autoassolvendosi, non sapevo, non pensavo, non immaginavo.

Perché, lo sappiamo tutti, la nostra città è a un bivio. Può con molta fatica riprendersi oppure può andare definitivamente a fondo.

Come tutti voi, anch'io sono molto preoccupato per il futuro di Soverato.

E quindi non voterò per la lista n. 1.

Si chiama Cambiamenti ma non cambia nulla di una politica vista esclusivamente come accordi di potere tra i supposti detentori di pacchetti di voti.

Una cosa così non può salvare Soverato. Ma lo può rovinare ancora di più.

Perché è un minestrone indigesto di luoghi comuni giovanilisti di destra, di centro e di sinistra  non collegati da un progetto chiaro comune e condiviso.

Perché è una lista di "figli di" che si sono messi assieme in qualità di gestori del pacchetto di voti della famiglia o del clan.

Perché è una compagine composta all'ultimo minuto con ritagli e frattaglie, tradimenti e pentimenti, cambi e scambi di candidati, alleanze e supporter.

Perché il candidato a sindaco ha già clamorosamente fallito ed è stato sfiduciato dai suoi consiglieri con l'accusa di mancanza di autonomia. Alcuni di questi consiglieri, dopo aver votato per la sua caduta ora, "con molta coerenza" stanno chiedendo il voto perché ritorni a fare il sindaco.

Perché il candidato a sindaco in pochi mesi di amministrazione ha accumulato fallimenti e disastri come il Waterfront e lo Sport in pineta.

E' vero. In questi ultimi giorni di campagna elettorale la lista ha cercato di correggere il tiro, raffazzonando idee di programma copiato da altri candidati. Ma finora la campagna elettorale è stata, più che altro, una rissa furibonda stupida ed inconcludente con insulti, affissioni abusive e facce spiaccicate sui muri. Piene di sorrisi e privi di impegni concreti.

E' vero in questa lista (e tra i suoi supporter) ci sono anche delle persone a me care e per le quali nutro affetto e amicizia. 

Mi spiace. Non li voto. Scelgo di votare per la città.

Non voterò neanche la lista n. 2

Nonostante abbia un lontanissimo richiamo storico alla parte politica da cui provengo, è in realtà l'esatto opposto di quello che ho sempre pensato debba essere la politica.

E nata da un accordo all'ultimo minuto tra un irriconoscibile PD ed il raggruppamento del cosiddetti Mancini boys. Proprio quelli che ritengo responsabili politici dello sfascio finanziario, culturale e sociale della città. Quelli che hanno promesso l'Università del Turismo, la Banca di Soverato, la Città dello sport, la Rimini del sud. Proprio quelli che, solo un anno fa, sempre assieme al PD, fecero eleggere sindaco Ernesto Alecci, di cui ora dicono peste e corna e che ora è alleato con i loro ex alleati di ForzaItalia.

Basterebbe questo. Ma c'è di più. Se questa lista vincesse, la città sarebbe amministrata da lobbies partitiche regionali, provinciali e del comprensorio e non avrebbe nessuna autonomia.

Anche questa lista è stata costruita, all'ultimo minuto, con un sommatoria di presunti pacchetti di voti. E con una specie di colonizzazione da parte dei partiti. Il candidato a sindaco, pur avendo avuto incarichi di sottogoverno, è nuovo all'impegno istituzionale. Ma, in campagna elettorale, non ha mostrato un temperamento costruttivo. Anche la sua campagna elettorale si è risolta nella rissa indecente con gli avversari politici. Negli ultimi giorni c'è stato un tentativo di dare contenuti alla campagna elettorale scopiazzando qualche slogan. E' possibile pure che il candidato a sindaco abbia tentato di proporre qualche idea. Ma probabilmente è rimasta seppellita sotto tonnellate di manifesti con la faccia del suo capolista.

Anche in questa lista (e tra i suoi supporter) ci sono miei amici. 

Non li voto. Scelgo di votare per la mia città.

E, quindi, voto per la lista n. 3 Quella dei Pensionati che ha candidato a sindaco il generale Pasquale Martinello.

Per me, che sono figlio convinto di una cultura marxista, antimilitarista e libertaria, votare un generale di divisione, non è stata una cosa scontata.

Ma non è stato difficile. E nella decisione mi hanno aiutato molto i comportamenti delle altre liste e degli altri candidati.

Ma non voto Martinello perché le altre liste non sono all'altezza.

Lo voto perché non ha seguito la prassi di mettere insieme pacchetti di voti.

Lo voto perché, fin dall'inizio, ha pensati ad un programma. Lo ha elaborato e lo ha presentato alla città prendendo impegni precisi.

Lo voto perché ha proposto provvedimenti semplici ed efficaci per dotare la città di servizi sociali moderni ed efficienti che Soverato non ha mai avuto.

Lo voto perché lo ritengo credibile quando dice che farà la raccolta differenziata porta a porta. E' una persona abituata ad organizzare e dirigere. Anche gli altri due candidati, in questi ultimi scampoli di campagna elettorale si sono accodati a questa scelta. Meglio tardi che mai! Ma sono credibili? Se erano convinti perché la raccolta porta a porta non non l'hanno fatta quando hanno amministrato? 

Voto per Martinello perché, per lo sviluppo della città e del Comprensorio, ha pensato ad investimenti culturali e non ad altre cementificazioni.

Lo voto anche perché il mio voto per la sua lista è importante. Gli altri hanno dichiarato di vincere già con gli accordi politici, con i patti sottobanco, con i pacchetti di voti dei candidati. Quindi del voto dei cittadini liberi che se ne fanno?

Voto per Martinello perché sono sicuro che i suoi eventuali cinque anni di amministrazione non saranno anni di risse e di intrallazzi.

E poi lo voto perché ha fatto una campagna elettorale corretta e coerente spiegando come vuole risolvere i problemi della città. Senza insultare i suoi avversari. Rimanendo vittima del comportamento arrogante e prepotente degli avversari che hanno coperto tutti i suoi manifesti e hanno tentato perfino di disturbare i suoi comizi.

Non mi piacciono gli arroganti e i prepotenti.

E ho stima per i miei concittadini.

Per questo mi piace immaginare che il 31 maggio i soveratesi andranno a votare senza pensare a chi gli ha chiesto il voto, a chi gli ha promesso mari e monti, a chi può vincere e a chi dovrebbe perdere. Li penso anche un po' sfottuti per essere stati inclusi, a loro insaputa, in un pacchetto di voti di qualcuno che li ha contrattati con un posto di assessore.

Li immagino che votano pensando solo alla città. Alla spazzatura in mezzo alla strada. Alla mancanza di servizi. Al dissesto finanziario. Alla crisi economica. Ai ragazzi che devono emigrare come i loro nonni per trovare lavoro.

E poi immagino il 31 maggio le facce di quelli che hanno fatto gli accordi contando i loro voti.

Ed immagino la faccia viva e sfottente dei soveratesi. (l'ho già vista nel 92)

Questi pensieri mi mettono allegria.

Per questo ogni tanto scoppio a ridere.

Non perché sono impazzito.

 

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Commenti   

 
# meglio tardi che maiGuest 2015-06-29 14:22
Oggi ho riletto elezioni a Soverato perchì voto per chì non voto,ha vinto (perchì non voto)eccoci ora a considerare limmobilismo di questa giunta che non sà che pesci prendere,certo i primi provvedimenti sbandierati sui midia sono praticamente nulla e questo è ciò che si merita la maggior parte dei soveratani che hanno avuto paura dell'innovazion e danneggiando gli altri e tutta la citta ma il peggio deve ancora venire.
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