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Soverato. Elezioni Comunali 2015

Se pigliano, se lassano, se magnano a' città

"…cca' stannu chine 'e sbagli e fannu sulu 'mbruogli

 s'allisciano se vattono se pigliano 'o cafe'...

 

 E nuje passamm' 'e guaje e nun putimme suppurta'

 e chiste invece 'e  da' 'na mano  se pigliano se lassano

 se magnano 'a citta'…" 

(Na tazzulilla e cafè) Pino Daniele

 

 

 Le parole della canzone di Pino Daniele, che cito a memoria, sicuramente sbagliandone qualcuna, mi girano per la testa mentre passo davanti alle "segreterie" di partiti e movimenti che stanno preparandosi ai nastri di partenza per la campagna elettorale.

La canzone racconta Napoli alla fine degli anni '70.

Ma le parole sembrano fatte su misura per la Soverato di oggi.

Movimenti e partiti, personaggi e personaggie si lisciano un po' oscenamente l'uno con l'altro, destra, sinistra, movimentisti e partitisti, giovani e vecchi. Tutti insieme, tutti separati, ammiccano, fanno finta di bisticciare, si separano e poi si rimettono assieme in un balletto noioso e fastidioso che non finisce mai.

Intanto i cittadini cercano di resistere come possono alla tempesta della crisi.

E, proprio come dice la canzone "…cu dolure 'e panza…" cercano di sopravvivere alla malapolitica, alla malamministrazione, alle predazione delle banche, alla paura delle 'ndrine, alla corruzione e al fisco rapace. 

A prima vista non si capisce perché tutti bisticcino, visto che tutti dichiarano di volere stare assieme.

In fondo hanno lo stesso programma.

Un unico punto che non si può mettere per iscritto ma su cui non ci sono obiezioni: arraffare tutto quello che si può arraffare.

Incarichi, consulenze, appalti, licenze e permessi, promozioni, posti di lavoro anche precari, anche stagionali, commissioni, soldi degli acquisti, vendite del patrimonio residuo del comune, debiti.

Insomma tutto quello che ancora si può prendere dopo quattordici anni di saccheggio insipienza e spreco.

Ma non c'è solo questo.

In questa partita si giocano anche alcuni importanti aggiustamenti della politica comprensoriale, provinciale e regionale.

E quindi c'è pure la sanità e l'ospedale e ci sono posti e posticini politici e di sottogoverno in una top-ten dell'abbuffo e del forchettonismo renzusconico.

Naturalmente avere un solo punto di programma esclude ogni altra preoccupazione.

A nessuno frega niente del dissesto finanziario della città.

Di immaginare un progetto minimo di ripartenza.

Della spazzatura in mezzo alla strada, quando altri comuni calabresi sono al 90% di raccolta differenziata.

Di come eliminare le schifezze che loro stessi hanno creato come l'ecomostro sul lungomare.

A nessuno frega niente dell'inasprimento delle tasse locali e delle tariffe dei servizi.

A nessuno frega niente di come rispondere all'impoverimento della città e del comprensorio, alla chiusura dei laboratori artigiani e dei negozi, alle case sfitte e vuote, ai giovani che partono e non tornano, alla sempre più grave mancanza di lavoro, alla mancanza di legalità, agli incendi dei mafiosi, alla mancanza di speranza.

Nessuno parla di questo.

Nessuno parla di nessun'altra cosa che non siano i pacchetti di voti (presunti o vantati)  e la spartizioni del bottino.

E tutti sperano che, alla fine, insieme o separati, metteranno le mani almeno su un pezzo di refurtiva.

Fino a pochi anni fa in campagna elettorale si facevano promesse.

Vi ricordate?

La città dello sport. L'università del turismo. Il Piano regolatore da ventimila abitanti. La Rimini del sud. La banca di Soverato. L'acquario. Il parco acquatico… e poi tutte quelle promesse con le sigle. Il PIP, il PIT, il PISL, il TUT… Quell'orgia di acronimi che lasciavano intravvedere speranze di mangiamenti senza fine.

Tutte fanfaluche e fallimenti.

Di cui i soveratesi, oggi, devono farsi carico. Di cui oggi restano da gestire delusioni, debiti e macerie.

E di cui la magistratura e gli organismi di controllo dovrebbero fare chiarezza, se alla fine il dissesto verrà comunque dichiarato…

Fanfaluche e fallimenti di cui, anche su questo tutti sono d'accordo, non si parla.

Ma se sono tutti d'accordo perché si scannano?

E' presto detto.

Si scannano per la carica di sindaco.

Secondo la logica di questa politica malata, chi fa il sindaco arraffa tutto e agli altri restano le briciole.

E quindi tutti vogliono stare insieme. Uniti si vince. Ma a condizione di fare il sindaco.

Ci sono decine di aspiranti. Nessuno ancora in posizione di predominio.

Alcuni vantano protettori importanti a livello locale, provinciale, regionale o nazionale.

Quasi tutti pretendono di avere pacchetti di voti di cui fanno una conta scrupolosa.

Ognuno si propone come mediatore e paciere, ma con la riserva mentale, una volta eletto, di fottere i concorrenti.

Quindi nessuno si fida di nessuno.

Nessuno dice cosa vuol fare, oltre che prendersi lo stipendio e favorire gli amici e i sostenitori.

Nessuno dice come si rapporterà con i commissari governativi che gestiranno, alla fine, il fallimento del comune.

Nessuno dice cosa darà in cambio ai suoi sostenitori locali ed esterni. Ma è certo che tutti parteciperanno alla grande abbuffata.

Nessuno ma proprio nessuno dice cosa capiterà alla città e ai cittadini.

Nessuno racconta il purgatorio di inasprimento fiscale e tariffario, l'impossibilità di investimenti veri e utili per la città, i ritardi sul piano della crescita, a cui saremo sottoposti.

Perché c'è il rischio, piccolo, piccolissimo, quasi microscopico, che i soveratesi per bene si sveglino dal letargo e mandino tutti a farsi… f... benedire.

Che, in zona cesarini, si faccia un progetto sulle cose da fare che escluda davvero delinquenti, forchettoni e fanfaroni

E' un rischio piccolissimo.

Un sogno più che una speranza.

Ma è l'unica cosa seria che rimane.

 

Mimmo Loiero

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Commenti   

 
# SONO GRADITI I COMMENTI A FAVORE O CONTROGuest 2015-04-21 07:16
:lol: :D :-) ;-) 8) :-| :-* :oops: :sad: :cry:
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