Sondaggi Referendum: NO 52% SI 48% Vince Renzi

Dettagli

Sondaggi Referendum: NO 52% SI 48%

Vince Renzi

Raramente ne imbroccano una. L'ultima cantonata l'hanno presa con Trump. Ma se, per miracolo della Madonna, stavolta, i sondagisti hanno fatto centro, allora Renzi può davvero fregarsi le mani. In attesa di fregare in blocco tutti i suoi concorrenti. Ossia prendersi la cocuzza con tutto il cucuzzaro.

 Alle elezioni politiche.

Perché la partita vera è quella.

E il referendum sulle riforme costituzionali è, ancora, e rimane, solo una mossa strategica del rignanese. Non un plebiscito, come da più parti si è detto. Per chi li organizza i plebisciti si vincono o si vincono. Ogni altro risultato è il disastro.

Nel referendum costituzionale del 4 dicembre invece il rignanese vince anche se perde. Se perde 52 a 48 come prevedono i sondaggisti o anche se supera appena il 40%.

E comunque vada, anche con un distacco maggiore per il bullo che non ha mai pensato di rinunciare a diventare grande cocomero, non c'è nessun disastro in vista.

Perché ha vinto già.

Quando è riuscito a piazzare l'evento referendum come il grande match: Renzi contro il resto del mondo.

A Renzi piace vincere facile e non ha proprio la costituzione fisico-mentale dell'idealista che si immola sull'altare delle grandi battaglie. Quindi se organizza una battaglia dove appare perdente o addirittura suicida, è solo perché gli serve per vincere la guerra. Per uscire da una situazione difficile.

E la situazione difficile è apparsa chiara alle elezioni amministrative quando, al ballottaggio, gli elettori di ogni dove, preferirono allearsi contro di lui invece che con lui. E quindi quell'Italiacum, da lui costruito per essere un suo strumento, è parso diventare per lui una croce. Anzi un piffero, quello che andò alla festa per suonare e finì suonato.

Dopo,le amministrative Renzi è come un pugile messo all'angolo. E lui all'angolo ci sta proprio scomodo.

Il referendum, da lui fortemente voluto e costruito nettamente nei termini di una consultazione politica, è uno schema strategico in quattro mosse che il rignanese conosce benissimo e che dovrebbe dargli la vittoria finale o perlomeno toglierlo dall'angolo.

Mossa n. 1 - Proporsi come alternativa unica (non importa se debole) ad una situazione di crisi eventualmente provocata ad hoc o comunque favorita.

Mossa n. 2 - Proporre/imporre il grande match "Renzi solo contro tutti". Non importar vincere. Basta piazzarsi bene.

Mossa n. 3 - Utilizzare la forza acquisìta, anche perdendo, per ostacolare e far fallire ogni eventuale accordo tra i vincitori.

Mossa N. 4 - Intervenire nel caos e proporre/proporsi come soluzione.

Questo schema il Rignanese lo ha già giocato più volte. Con successo. Per esempio quando è riuscito a scalare il PD e si è imposto come leader perdendo le elezioni primarie contro Bersani. Per esempio nella seconda elezione di Napolitano facendo fuori la candidatura di Prodi. Per far fuori Letta col famoso "stai sereno". E infine nella elezione di Mattarella.

E ora andiamo agli scenari del 5 dicembre.

Scenario A. Molto improbabile. Il SI vince. Per Renzi si aprono praterie infinite. Riottiene l'incarico da Mattarella e fa un nuovo governo ripulito da infedeli, oppositori interni e cacadubi. Nell'area moderata-sedicente riformista gli spazi si restringono per tutti. Si torna ad un bipartitismo con qualche cespuglietto che tenta affannosamente di diventare grande. L'altro polo (sia pure un po' acciaccato) è il M5S che ha il tempo per definire meglio il suo progetto, una organizzazione e una strategia. La legislatura continua fino alla scadenza naturale e viene modificata la legge elettorale per evitare una eventuale vittoria del M5S.

Scenario B. Il SI (e quindi Renzi) perde, ma ottiene una percentuale sopra il 40%. E' lo scenario che molti commentatori e sondasti ritengono più probabile. Renzi fa il bel gesto. Si dimette e si mette elegantemente alla finestra. Non si espone, ma i suoi fedelissimi fanno di tutto per scoraggiare ogni eventuale accordo tra i vincitori per fomentare rissa e caos. L'accordo tra i vincitori è difficilissimo, letteralmente impossibile. Non c'è mai stata nessuna alleanza vera tra i rottami dei conservatori, gli oppositori interni di Renzi e il M5S. Neanche per mettere i manifesti. Un ipotetico governo D'Alema Berlusconi (sia pure di scopo) con all'opposizione Renzi e il M5S, sarebbe ridicolo, non potrebbe decidere nulla. E un governo M5S, che il M5S ha dichiarato di non volere, non otterrebbe mai la maggioranza. In ogni caso un (sia pure ipotetico) governo di scopo toglierebbe le castagne dal fuoco a Renzi. Si andrebbe alle elezioni dove Renzi si presenterebbe rinvigorito dalla brevissima opposizione e fruendo in più dell'effetto "povero Silvio gli hanno impedito di governare".

Scenario C. Neanche una perdita tra il 30 ed il 40% (per niente impossibile) sarebbe disastrosa per Renzi. Certo è lo scenario più sfavorevole. E sarebbe costretto a ripensare molte cose. Ma l'avere posto il Referendum nei termini "Renzi contro tutti " gli lascia comunque un discreto potere da giocare alle elezioni. La palla passerebbe al M5S che in questi giorni è riuscito a mostrare con le interviste a Di Maio e Di Battista una faccia "governativa" per molti versi abbastanza sorprendente per chi ancora continua a vederli come marziani. Il M5S ha già proposto elezioni immediate che potrebbe vincere e poi un governo M5S che cerca in parlamento le maggioranze per fare pochi provvedimenti urgenti ed indispensabili (reddito di cittadinanza, legge anticorruzione, forti aiuti alle piccole imprese) e cambiare la legge elettorale. A fronteggiare seriamente il M5S rimarrebbe solo Renzi. Sopravviverebbero, nell'area di centrodestra, oltre alla Meloni, gli sproloqui di Salvini aggrappato ai sempre nuovi santi  (Le Pen, Trump) e, a sinistra i fantasmi di vecchi politici il cui programma continuerebbe ad essere uno sono: sopravvivere con tutti i privilegi.

Fantapolitica? No solo ragionamento. Analisi.

Fatte mettendosi nei panni del "politico" che fa previsioni guardando strategie e contando i pacchetti di voto, guardando all'oggi e senza interesse per gli orizzonti più lontani e la comprensione degli eventi storici e dei fenomeni sociali.

In realtà i nostri sono tempi strani, terribili e forse anche meravigliosi.

Sono in corso grandi mutamenti, sommovimenti culturali, economici, sociali e pare che ci si mette pure la natura, con grandi terremoti e cataclismi, a smuovere e scuotere il pianeta intero.

Crisi economiche e finanziarie, trasformazioni tecnologiche, mutamenti ecologici e climatici, grandi migrazioni, inquinamento, guerre e aumento sconsiderato della potenza distruttiva stanno sconvolgendo la vita, non solo della nostra specie, mettendola a rischio di estinzione.

In queste condizioni mutano pure le nostre percezioni e si trasformano i nostri valori e la nostra conoscenza e la nostra capacità di comunicare.

Muta pure la capacità d'intervento e difesa dei popoli che, oggi più che mai, hanno dimostrato di essere in grado di sconvolgere e spegnere progetti e sogni di gloria di politicanti, dittatorelli e apprendisti stregoni.

 

Mimmo Loiero

 

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

   

Bacheca Eventi

Referendum NO TRIV

Assemblea organizzativa

Comprensorio di Soverato

Sabato 12 Marzo ore 18

Presso l'Acquario di Soverato

   

Bacheca Avvisi

   

Bacheca Cerca-Trova

   
© ADGRAPHISART