Analisi del voto. Elezioni politiche 2013

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Che fare. Politica o chiacchiere?

Una giornata, quella di ieri, altalenante tra la rete e le reti (Tv) per seguire lo spoglio. Non riesco a togliermi dalla testa la faccia di sondaggisti, giornalisti, analisti, politici e commentatori che, evidentemente, non stanno capendo niente di quello che sta capitando.

E non perché non ci siano disponibili le risorse per capire ma perché si rifiutano di farlo. Piepoli, per esempio, ma anche Ilvo Diamanti, più tardi, confessano candidamente che hanno continuato a dare nei sondaggi il Movimento 5 Stelle sotto al 15% nonostante avessero dati che lo indicavano sopra il 20%… "perché NON CI CREDEVANO".

 

Più tardi ho potuto osservare le reazioni di molti giornalisti, anche direttori di TG, nel primo incontro con i candidati di 5 stelle.  Incredibile! Nonostante stia cadendo il cielo, loro fanno domande idiote del tipo: "dove vi siederete nell'emiciclo?" "Votereste la fiducia al centrosinistra o al centro destra?" I cronisti girano attorno ai ragazzi facendo fatica a fare domande, guardandoli come se guardassero degli alieni e magari pensando: sembrano proprio uguali a noi umani! Un atteggiamento che mette in luce con crudezza una disinformazione totale. Non hanno mai veramente ascoltato neanche un comizio di Beppe Grillo, non sono mai entrati nei forum per capire le tesi e le discussioni di quei ragazzi, non hanno mai utilizzato un meet-up per capirci qualcosa e, cosa ancora più grave, non hanno neanche tentato di parlare con qualche elettore di Cinquestelle per capirne le motivazioni.

Per gente che, di mestiere, fa il giornalista, il sondaggista, il commentatore, il politico non è una cosa da poco. Sarebbe come se Marchionne e i giornalisti delle riviste automobilistiche non si accorgessero che qualcuno vende milioni di auto che vanno ad idrogeno!  Magari con la scusa che non ci crede. Hooops! Forse, in Italia, avviene pure così nel settore auto...

Cose da pazzi o da persone che si mettono le fette di salame sugli occhi.

A seguire le "opinioni" di questi signori oggi, a risultati elettorali completi, siamo alla follia più folle. Titoli e opinioni spaziano dalla rinascita/vittoria di Berlusconi, allo scontato boom di Grillo e ad una sicura "ingovernabilità".

Il senso dei commenti di questi soloni è che gli elettori italiani "i soliti coglioni", votando come hanno votato, hanno combinato un casino.

Il che è il contrario esatto di una realtà che, solo guardando con un po' più di attenzione, si può cogliere senza sciupare un solo neurone.

Non è che gli elettori abbiano dato risposte confuse. E' che si continuano a porre loro domande sbagliate.

Cominciamo a vedere chi ha vinto e chi ha perso.

Se le regole della democrazia hanno ancora un senso qualsiasi, è chiaro che ha vinto la coalizione guidata da Bersani che ha avuto la maggioranza sia alla camera che al senato ed ha la maggioranza dei seggi in entrambe le camere.

Facciamo la prova del nove. Immaginiamo Berlusconi con gli stessi numeri . C'é qualcuno di questi signori che si pone il problema di chi ha vinto? E se gli stessi numeri li avesse avuti Monti i giornali non avrebbero forse titolato, a sette colonne, sulla straordinaria vittoria del professore? Mettiamo anche solo che Monti avesse avuto i voti di Grillo: pensate che Napolitano non lo avrebbe chiamato a dargli l'incarico di formare il governo?

Ma cosa ha vinto Bersani? Governo? Poltrone? Ministeri? Potere?

No solo una grandissima responsabilità ed anche il rischio di fallire. Ed in tal caso l'incubo trovarsi tra pochi mesi di nuovo alle urne col Movimento Cinque Stelle al 50%.

Governabilità? Ingovernabilità? Perché si da' per scontato un parlamento ingovernabile? Forse perché non risponde in pieno alle nostre aspettative?

Per capire se sia possibile governare, bisogna analizzare correttamente il voto e avere la disponibilità a ricollocare le proprie posizioni secondo i risultati veri.

Perché a me pare che gli elettori italiani, votando, abbiano fatto delle scelte precise, dicendo con chiarezza diverse cose.

1) Che non vogliono più Berlusconi ed il suo centrodestra. Il satrapo di Arcore due anni fa aveva un consenso vicino al 50% e in più aveva il partito di Casini come riserva. In queste elezioni, raccogliendo tutto ed il contrario di tutto, il consenso del cavaliere non arriva al trenta per cento e tutti gli altri partiti e schieramenti che hanno avuto seggi, si sono dichiarati, del tutto alternativi ai suoi programmi.

2) Che non vogliono Monti. Nonostante gli sforzi e gli appoggi nazionali ed internazionali, nonostante una propaganda, martellante ed ossessiva, lo presentasse come il salvatore dell'Italia e dell'Europa, Monti ha rischiato di non entrare in parlamento e a malincuore anche i commentatori più vicini al professore hanno dovuto parlare di flop.

3) Che non vogliono più questa classe dirigente politica tout court. Al momento i più solidi rappresentanti di essa sono stati castigati duramente e se qualcuno si è salvato è solo per merito del porcellum.

4) Che vogliono il cambiamento. Non un cambiamento blando, ma una sterzata decisa. Nessuno dei partiti candidati ha osato proporre un progetto di conservazione perché sarebbe stato un suicidio. All'interno delle proposte di cambiamento sono state premiate quelle più radicali, giudicate più credibili.

5) Che non accetteranno facilmente di essere trattati, dall'Europa, come la Grecia. Non capire questo può davvero portare problemi non solo al nostro paese ma anche disastri a livello europeo

6) Che non accetteranno l'affossamento dello stato sociale, della scuola pubblica, della sanità, per arricchire finanzieri, militari e squali e squaletti locali ed internazionali

7) Che mettono il lavoro e i valori di solidarietà sociale prima dei "mercati" e perfino della crescita del PIL

8) Che non vogliono accettare la corruzione come prassi politica.

9) Che vogliono una politica sobria, se non povera, e comunque virtuosa. E vogliono riforme vere che diano diritti ai cittadini almeno al pari dei diritti che hanno tedeschi, i danesi. Che vogliono istituzioni moderne ed efficienti.

10) Che deve finire il tempo di disuguaglianze così oscene: pensioni d'oro e pensioni da elemosina, retribuzioni milionarie e retribuzioni da fame, poveri redditi tassati al 50% e patrimoni finanziari tassati al 12%.

Queste poche cose, che gli elettori hanno detto votando Cinque Stelle, avrebbero potuto capirle tutti. A partire da Vendola, Bersani e Letta Junior (lui forse no) se non avessero perso tempo ed energia per inseguire Casini (l'uomo dell'uno per cento) per inseguire mercati, spread, banche e fondazioni, per litigare per poltrone ed incarichi.

Gli elettori italiani hanno detto tutte queste cose, facendo chiarezza, nonostante una campagna elettorale che chiedeva loro di scegliere, invece, chi si doveva alleare con chi, chi era il leader e di che cosa, chi era nuovo e chi era lavato a mano o in lavatrice, chi prometteva i regali più grossi, chi aveva il cagnolino più bavoso.

Ora si deve partire da qui, da queste richieste. E c'è ancora la possibilità reale di fare molto. Se si smette di proporre fesserie come poltrone inciuci, grossen cazzaten, e scouting e si tenta di dare risposte serie a queste richieste.

Sono sicuro che per fare questo i voti non mancherebbero nè alla Camera e né al Senato. E lo sono non perché ho parlato con Grillo, che non conosco, ma perché ascoltando quello che dicono, partecipando ai forum, parlando con loro, ho capito che loro (noi) fanno facciamo politica. Molti altri purtroppo, solo chiacchiere.

C'è ancora un'altra fesseria che si ripete sui media e nella chiacchiera politica e che mi sembra insopportabile. Cioè che Cinque Stelle avrebbe rubato voti al centro sinistra o al centrodestra. Oltre ad essere una fesseria è la cosa più antipolitica e antidemocratica che si possa dire. I voti appartengono ai cittadini che li esprimono a favore di chi pensano che interpreti le loro esigenze.

In passato la sinistra ha interpretato meglio le esigenze di cambiamento e i bisogni delle classi lavoratrici e la destra quelle dei ricchi e della conservazione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito invece ai minatori del Sulcis che supplicavano Berlusconi dicendogli: noi ti abbiamo votato! Non abbandonarci.

Abbiamo anche assistito a numerosi flirta del centro sinistra nei confronti del potere finanziario, ad acquiescenze nei confronti di esigenze da potenza militare...

E questo dimostra a che punto siamo arrivati e quale è il significato attuale di destra e sinistra.

Però vorrei riflettere anche sulla composizione sociale del voto di ieri. Mi pare che, anche in questo, ci sia oggi una maggiore chiarezza. Il trenta per cento di Berlusconi adesso rappresenterebbe meglio le esigenze di ricchi e conservatori. Il centrosinistra dal canto suo rappresenta bene quel trenta per cento di classe media e lavoratori/pensionati garantiti. Monti rappresenta meglio di tutti i boiardi di stato e i poteri finanziari. Restano fuori i disoccupati, i precari, i microimprenditori, i giovani senza futuro e i lavoratori autonomi  che questa crisi ha dissanguato fino a spingerli al suicidio.

Restano fuori perché non li vuole nessuno.

Tranne il Movimento Cinque Stelle che li considera la vera risorsa di domani.

Questa è politica o  è antipolitica?

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