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Calciosofia Politica e Referendum

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Referendum 2011 schedeCome dicono spesso giornalisti e commentatori politici stranieri, capire quello che succede in politica in Italia non é per niente facile. Soprattutto perché le notizie e i dibattiti nascono e si sviluppano in un sistema informativo e culturale drogato, che da decenni legge la politica, e quindi l'economia, la società e in definitiva la vita delle persone, attraverso la calciosofia.

Come una lente deformante, questa scienza da bar, non vede in campo le lotte ed i sommovimenti delle forze economiche e sociali, non vede bisogni e desideri di masse popolari ed avanguardie culturali, non vede il cammino dei popoli che si sviluppa attraverso decenni e a volte secoli interi, ancor meno riesce a vedere la trama culturale, il tessuto complessivo che lega e determina i singoli eventi quotidiani.

Così, sui media italiani, la politica é una partita continua (e spesso noiosa) tra due squadre grosse e tante squadre piccoline che fanno da contorno.

Non ci sono progetti e programmi se non quello di vincere. I politici come i calciatori, ignoranti e strapagati, per soldi e per carriera, passano da una squadra all'altra, i cittadini come tifosi scalmanati possono battere le mani o fischiare ma non contano nulla ed al leader, come al capopadrone della squadra, si richiede di essere ricco e abile a comprare e vendere giocatori, a trovare sponsors e a parlare alla TV.

Se pensate che i calciosofi ci insertano non avete tutti i torti. Come é noto, la vita tende ad imitare l'arte e il mondo politica ama assomigliare al mondo del calcio. Tanto che non é chiaro se il presidente del Milan un giorno abbia deciso di fare anche il presidente del Consiglio, oppure se, in quanto presidente del consiglio, sia stato nominato, ad onorem, presidente del Milan o se, in un mondo politico dove impera la calciosofia, sia del tutto logico che il presidente della più forte squadra di calcio venga acclamato per decenni presidente del consiglio.

Festeggiamenti vittoria PisapiaLa calciosofia come scienza della politica non é però conosciuta ed usata in nessuna altra parte del mondo e le cose del mondo, a volte anche in Italia, tendono ad andare per i fatti loro infischiandosene della calciosofia.

Non é raro dunque che politologi, giornalisti sondaggisti e gli stessi politici rimangano sbalorditi, o come si dice oggi, basiti, da accadimenti che, invece, dovrebbero ben conoscere e saper prevedere e governare.

La calciosofia ha impedito ieri di pre/vedere e poi di vedere e riconoscere la crisi economico-finanziaria più devastante di tutti i tempi e oggi impedisce di pre/vedere, vedere e riconoscere la crisi politica e sociale che cambierà (speriamo senza grossi traumi) il volto dell'Italia.

Si dice che il cielo acceca chi é destinato a perdersi. E mentre la crisi morde sempre più forte e mentre da sud da est e da ovest lampeggiano, premonitori, fuochi di guerra e rivolta, le nostre classi dirigenti, andato fuori moda il bunga bunga, continuano a gingillarsi con le palle di Tremonti a destra e con il Casino (pardon il Casini) a sinistra.

Eppure ci sono segnali chiari ed evidenti che, anche in Italia, se non si sta attenti, può arrivare l'era dei forconi: i referendum per esempio.

Non si tratta di un torneo di serie B come tendono a sostenere i calciosofi ma di eventi che hanno una forte valenza politica.

In una democrazia normale il risultato anche di uno solo di questi referendum, avrebbe determinato immediatamente le dimissioni del governo. E non (solo) per una questione di etica politica, ma perché non sarebbe più in grado di governare. In un paese normale infatti il governo non può infischiarsene se gli elettori bocciano la sua politica energetica e non ci pensa neanche, non avendone la credibilità necessaria, di poter perseguire una politica energetica di segno opposto. Allo stesso modo non può infischiarsene se bocciano la sua politica sui servizi basata sulle privatizzazioni e non osa neanche cambiare casacca e diventare promotore del servizio pubblico. Ancora meno può fare finta di niente se gli elettori bocciano la richiesta del presidente dl consiglio di uno scudo che lo difenda dai magistrati.

La calciosofia la vede diversamente. Non era una regolare partita di campionato. I nostri non si sono difesi e non hanno attaccato. C'é stato il malocchio. Il presidente comprerà altri giocatori. I nostri avversari non hanno ancora una squadra forte. Non abbiamo perso contro di loro ma contro una squadra di dilettanti...

Con gli occhi del calciosofo, il presidente del consiglio, screditato nell'immagine, sconfitto nella sua città e battuto dagli elettori su almeno due punti essenziali del suo progetto di governo, può ancora ipotizzare di varare una legge di riduzioni fiscali che, magari, gli farà personalmente guadagnare in un colpo qualche miliarduccio. ... Se poi verrà la squalifica se la vedranno gli avvocati...

Anche le elezioni amministrative devono essere lette come segnali importanti. Gli elettori, soprattutto quelli di Napoli e Milano, hanno dato un voto politico. Hanno fatto fuori in un sol colpo berlusconismo, leghismo, terzopolismo e centrismo. Hanno fatto giustizia di un luogo comune che voleva che il centrosinistra vincesse solo con candidati moderati e spenti. Hanno dato un calcio in culo ed un avvertimento ad un intero ceto politico di centro di destra e di sinistra eleggendo a sindaco un sessantottino e un masaniello. Come protesta forse, ma soprattutto, come ulteriore segno di speranza e di fiducia nel futuro. Una ultima spiaggia su cui approdare dopo anni di vano girovagare. Sulle spalle di Pisapia e di De Magistris hanno caricato un peso enorme. Se falliscono loro, ci vorranno i forconi.

Ma forse non sarà necessario.

Si può leggere questa ultima fase politica anche come un segnale positivo. Nel più profondo della crisi economica, nel disfacimento del ceto dirigente politico della seconda repubblica, i cittadini si riappropriano di strumenti di democrazia diretta e, a livello locale, dove ancora é possibile contare qualcosa, con o senza le primarie, in perfetta autonomia, determinano il destino delle loro città.

Ma per ora é solo un segnale. Che va capito bene. I calciosofi di sinistra che pensano di avere in mano il campionato, magari acquistando gli oriundi terzopolisti e cercano alla disperata un leader carismatico, un novello Berlusca di centrosinistra, stiano attenti. La campana del referendum e delle elezioni di Napoli e Milano ha suonato anche per loro. Gli italiani non hanno bisogno e non vogliono più un Berlusconi, neanche e tantomeno di centrosinistra, non hanno bisogno e non vogliono più una politica dei proclami, non hanno bisogno e non vogliono più le barzellette, gli show e le parate. Il calcio gli italiani lo amano molto ma allo stadio e possibilmente anche quello senza imbrogli, senza partite truccate e senza droghe.

Non c'é a sinistra un problema di leader ma di teste e di espressione di contenuti chiari e realizzabili. Di un mettersi senza ambiguità e mezze misure dalla parte del lavoro e della produzione e non delle rendite parassitarie. Pier Luigi (Bersani) può essere il leader migliore proprio perché non é un leader ma un primus inter pares ed é cento miglia lontano da Berlusconi, perché é conosciuto e ricordato per i contenuti e non per un "supposto" carisma...

Alla prima repubblica nata dalla resistenza e finita miseramente con Tangentopoli e gli anni di fango é succeduta la seconda repubblica che si avvia ad un declino ancora più misero. Gli anni di merda e del bunga bunga sono stati pochi ma lunghi e duri per la maggior parte degli italiani che si sono ritrovati con meno risorse, meno diritti e meno speranza in un futuro migliore.

Ci vuole un cambiamento drastico e senza compromessi e una rinascita vera.

Saranno probabilmente anni duri di lotta e sacrifici.

Ma avremo speranza e obiettivi veri da raggiungere.

Il vento sta cambiando.

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